Tutti i cinema di domani, Luciano Toriello: “L’importanza dei luoghi di socialità”

Tutti i cinema di domani continua a lasciare tracce grazie alle repliche andate in scena per le vie di Manfredonia. Lo spettacolo itinerante in cuffia della Bottega degli Apocrifi e Circolo Bergman, dedicato alla memoria delle storiche sale cinematografiche cittadine, sta alimentando riflessioni sul valore della memoria, dei luoghi di aggregazione e del rapporto con le nuove generazioni.
Tra le testimonianze più significative arrivate nelle ultime ore c’è quella del regista Luciano Toriello, ideatore di Monde – Festa del Cinema sui Cammini, da tempo vicino alla compagnia teatrale sipontina e oggi impegnato, insieme agli Apocrifi, nella realizzazione di un docufilm dedicato al percorso di Sottosopra. La città salvata dalle donne e altri scherzi simili.
Di seguito viene riportato il suo post pubblicato sui social.
Luciano Toriello: il post su Tutti i cinema di domani
“Ieri sera ho vissuto molto intensamente Tutti i cinema di domani, lo spettacolo proposto dalla Bottega degli Apocrifi.
Abbiamo camminato per le strade di Manfredonia alla scoperta dei luoghi che, tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, ospitavano i davvero tanti cinema e arene della città. Luoghi d’incontro, di socialità e di magia, oggi trasformati in banche, parcheggi e altro ancora.
A farli rivivere sono state numerose testimonianze ascoltate in cuffia, alcune delle quali raccolte da Cosimo Severo nel corso degli anni.
Per qualche ora, quelle sale scomparse hanno ripreso forma davanti ai nostri occhi, come se le luci potessero accendersi ancora una volta e il film stesse per cominciare.”
Una riflessione che, partendo dalla memoria dei cinema cittadini, si allarga rapidamente al presente e al ruolo culturale degli spazi condivisi.
“In questi giorni, mentre si moltiplicano le recensioni sul nuovo film di Nolan, quello di ieri è stato uno spettacolo capace di ricordarmi quanto sia importante ripensare e custodire i luoghi di socialità destinati ai ragazzi. E quanto sia prezioso il lavoro di compagnie come quella degli Apocrifi.”
Particolarmente significativo, nelle parole di Luciano Toriello, è anche l’episodio conclusivo del suo racconto, dedicato a Cosimo Severo e al rapporto con alcuni giovani incuriositi dal passaggio dello spettacolo.
“Ieri ho osservato Cosimo mentre camminava con noi; invece di temere o respingere alcuni ragazzi che si avvicinavano con curiosa spavalderia, ha messo loro le cuffie sulle orecchie, provando ad affascinarli e a coinvolgerli.
Perché persone come lui credono davvero nei ragazzi. E fanno bene.”


