Troupe Rai aggredita a Torino, Rai: intimidazione violenta
Giornalista e operatore del programma Far West aggrediti da antagonisti incappucciati durante il corteo per Askatasuna. La Rai condanna l'attacco.

Una giornalista e un operatore della Rai sono stati brutalmente aggrediti durante la manifestazione per Askatasuna a Torino. L’episodio è avvenuto mentre documentavano gli scontri per il programma Far West di Rai 3.
L’aggressione alla giornalista Bianca Leonardi
La Rai ha diffuso una nota di condanna per l’attacco subito dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo filmmaker. I due professionisti sono stati “presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza” da gruppi di antagonisti incappucciati. Durante l’aggressione sono stati lanciati sassi e distrutta l’attrezzatura di lavoro. L’azienda ha definito l’episodio “un’azione violenta e organizzata” con l’obiettivo di impedire al servizio pubblico di documentare quanto stava accadendo nelle strade del capoluogo piemontese.
Il collegamento con l’inchiesta su Askatasuna
L’aggressione assume particolare gravità considerando che Far West aveva realizzato un’inchiesta sul centro sociale Askatasuna, contribuendo a far emergere criticità poi finite al centro dell’attenzione delle istituzioni. Secondo la Rai, colpire i giornalisti in questo contesto significa “tentare di intimidire il servizio pubblico e punire chi fa informazione”. L’azienda ha ribadito che non accetterà “intimidazioni né zone franche imposte con la violenza“.
La condanna unanime della politica
L’episodio ha suscitato reazioni bipartisan. La premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà ai giornalisti aggrediti, definendoli vittime di “una violenza cieca e deliberata”. Anche l’ordine dei giornalisti ha condannato fermamente l’attacco, ricordando che aggredire i cronisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati. La Lega ha chiesto pene esemplari per i responsabili.
La situazione della libertà di stampa
L’aggressione alla troupe di Far West si inserisce in un contesto preoccupante per la libertà di stampa durante le manifestazioni. Gli operatori dell’informazione sono sempre più spesso bersaglio di attacchi durante eventi di piazza. L’episodio torinese rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme sulla sicurezza dei giornalisti impegnati a documentare proteste e cortei nel nostro paese.