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Trasferimento del convento dei Minori Osservanti

Trasferimento del convento dei Minori Osservanti

(altari e soffitto).

Lo Spinelli ( Memorie Storiche, Parte IV. P. 15) dà delle utili notizie in merito alla chiesa di S. Maria delle Grazie, tenuta dai Minori Osservanti, scrivendo che essa fu completata nel 1710.

Sempre lo Spinelli, si sofferma poi a descriverne gli altari, fatti costruire da alcune importanti famiglie sipontine. Successivamente,  descrive il soffitto, ma non fa alcun accenno al grande quadro della “Strage degli Innocenti”, posto sulla porta di ingresso (firmato dal pittore Ayez).

Nel predetto anno 1710 nella nostra moderna Siponto fu data l’ ultima mano alla costruzione del Convento de’ Minori Osservanti, che da fuori le mura fu trasferito dentro la Città col suo Campanile, dentro della quale furono eretti sei Altari gentilizi a proprie spese delle seguenti Famiglie Sipontine, cioè quello dedicato a San Pasquale Bajlonne eretto dalla novella Famiglia Celentano; l’altro addetto alla Concezione, dalla Famiglia Cesarani; quello di S. Antonio di Padova, dalla Famiglia de Florio; l’ altare di S. Francesco dalla Famiglia Tontulo di Mario; l’ altro di S. Michele, dalla Famiglia Terracina; e quello finalmente di S. Francesco da Paola, oggi della Vergine Incoronata dalla Famiglia novella Perruccio, senza la dote.

Nell’ anno seguente 1717 nella Chiesa novella de’ poveri Frati Osservanti Sipontini, dalla pietà della sudetta Famiglia de Apollo si fece fare a sue proprie spese la Soffitta con pittura sopra a legno Veneziano, apponendovi in essa cinque Quadri in tela ben grandi, e di eccellente pennello, come rilevasi dalla seguente Iscrizione apposta nella medesima Soffitta una coll’Impresa ingegnosa di essa Famiglia.

D.O.M.

Hoc Opus

Mere proprio fieri fecit

Famiglia de Apollo

Ad honorem

B.E. Birg.s Gratiarum Mariae

Anno D.ni 1717.

Il Bellucci (ms. articolo Terracina), nel riferire della famiglia Terracina, ha modo di scrivere:

            Della famiglia Terracina esiste nella chiesa di S. Maria delle Grazie (Manfredonia) l’ altare gentilizio, che è il secondo a sinistra entrando, in origine dedicato alla Beata V. del Carmelo, e poi a San Leonardo da cui prende il nome attuale, e in uno dei pilastri d’esso altare è inciso lo stemma Terracina con sottoposta iscrizione (da noi riferito nel vol. delle ‘Iscrizioni’). La lapide rimonta all’ anno 1707, e ci avverte che un Michele Terracina ebbe cura d’ innalzare  l’ altare e assegnarci un’annua rendita.

            Dal Forte (Motivi francescani a Manfredonia), per il 1744, riscontriamo: …sensibili ai bisogni dei tempi i francescani fecero del convento di S. Maria un centro di studi, e della Chiesa una  Cattedra del Vangelo, per combattere gli errori o per richiamare al senso  di una vita morale responsabile quella nobiltà vana e puntigliosa che si associava in una decadenza ineluttabile.

            Contro il freddo giansenismo, che attaccava i punti più sensibili della pietà cristiana insorsero i frati minori. Il P. Giambattista da S. Nicandro predicava la devozione al Sacro Cuore di Gesù, contro la quale si accanivano i giansenisti, nel 1744, fondava in Manfredonia la Congregazione del Sacro Cuore, avendo la piena approvazione dell’arcivescovo Rivera.

            Il 7 luglio 1749, Giuseppe Borrelli ha la qualifica di Sindaco Apostolico del Venerabile Convento di S.Maria delle Grazie (ASFL, Protocolli notaio Principe, busta 2063, c. 95.)

            Nell’Onciario del 1749 si rileva che il convento ha 15 religiosi.

            Convento de padri Zoccolanti sotto il titolo di S. Maria le Grazie con quindici Religiosi di famiglia per quanto have ad modum simplicis elemosine annui ducati 45.

            Il 26 febbraio 1753 Sindaco Apostolico è  Ignazio delli Guanti; ed in questo giorno si ha l’atto  della vertenza in merito al suono della campagna magna per i defunti (detta della “Spirazione”).   

            Nel maggio del 1753 è operante presso il convento il padre lettore Giambatta da Monte Gargano, ex provinciale (Idem busta 2067, c. 36.), cioè Giovanni Battista da S.Nicandro di cui riferiamo sopra.

            Nel provvedimento deliberativo del 4 marzo 1830, rigettando l’istanza del ritorno dei cappuccini presso il loro dismesso convento, il decurionato sipontino ha modo di esprimere il seguente giudizio sui frati  minori osservanti:

….vi è ancora nel Comune un Convento de’ Padri Minori Osservanti, a peso de’ Cittadini, e che nonostante abbia Religiosi Esemplari, che si prestano molto per il culto, pure vivono ristrettamente per la tenuità dell’elemosine.

            E nel provvedimento deliberativo  del 12 dicembre 1830, il decurionato ha modo di dire:…. nel ristretto perimetro di queste mura, che racchiudono seimila abitanti, vi è un Capitolo, vi sono due Monasteri di Vergini Claustrali, vi è un numeroso Convento di PP. Minori Osservanti con Studentato ( Archivio Antico del Comune di Manfredonia, Deliberazioni decurionali, deliberazione n. 77, del 12.12.1830).

Redazione

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