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Ti telefono o no? In parte dei Comparti ancora non si può. E la Dad diventa un’odissea

La didattica a distanza durante questa pandemia è l’unica ancora di salvezza per centinaia di bambini e ragazzi anche nella nostra città.

A volte (anzi, spesso!) capita che per tanti la linea vada a singhiozzo, ma per alcuni è addirittura del tutto inesistente.

Nei comparti a sud di Manfredonia, in particolare nel CA9 e nel CA5, la linea telefonica non è mai arrivata e parlare di fibra è un’utopia per chi non ha nemmeno la possibilità d’installare un normalissimo modem.

“I miei figli seguono le lezioni con i gestori di telefonia e connessione wireless, ma essendoci un sovraccarico sulla rete, la linea è lentissima”, spiega Dario Salcuni, residente dei comparti. “Diverso sarebbe stato avere la linea fissa a casa e poter decidere per un gestore che potesse garantire una connessione più stabile”.

Intere aree ai comparti non sono state ancora nemmeno cablate. Per colpa di chi? Gli adempimenti si sono fermati ai sopralluoghi tecnici agli impianti a cui sarebbe dovuto seguire l’allestimento della rete fissa. Questione di poco. Un poco che (come accade spesso in Italia) si trasforma però in anni di inutili attese.

Con l’emergenza in corso la rete è l’unico modo per moltissimi studenti per non isolarsi e rimanere indietro. Bisogna intervenire con urgenza, prima che il disservizio possa divenire interruzione di pubblico servizio.

Maria Teresa Valente

Maria Teresa Valente

Giornalista pubblicista dal 2000 ed impiegata, esercita anche l’attività di mamma full time di due splendidi e vivacissimi bambini: Vanessa e Domenico. È nata e cresciuta a Manfredonia (FG), sulle rive dell’omonimo Golfo, nelle cui acque intinge quotidianamente la sua penna ed i suoi pensieri. Collabora con diverse testate ed ha diretto vari giornali di Capitanata, tra cui, per 10 anni, Manfredonia.net, il primo quotidiano on line del nord della Puglia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sull’immigrazione, ha conseguito un master in Comunicazione Politica ed è appassionata di storia. Per nove anni è stata responsabile dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Manfredonia. Ancora indecisa se un giorno vorrebbe rinascere nei panni di Oriana Fallaci o in quelli di Monica Bellucci, nel frattempo indossa con piacere i suoi comodissimi jeans, sorseggiando caffè nero bollente davanti alla tastiera, mentre scrive accompagnata dalla favolosa musica degli anni ‘70 e ‘80.

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