Stipendio docenti: la richiesta dell’equiparazione tra i vari gradi
Una petizione depositata in Senato chiede l'equiparazione degli stipendi dei docenti di infanzia e primaria alla secondaria.

Le istanze dei docenti della scuola dell’infanzia e della primaria arrivano all’attenzione del Parlamento. Nei giorni scorsi il Movimento Docenti Attivi, insieme all’associazione Tutela Docenti Italia, ha presentato in Senato una petizione nazionale con l’obiettivo di promuovere un confronto sulle condizioni di lavoro degli insegnanti. Tra le principali richieste figurano l’equiparazione degli stipendi con quelli dei docenti della scuola secondaria. Si chiede poi una revisione del sistema previdenziale e interventi per migliorare la qualità del lavoro nelle scuole. L’iniziativa punta ad aprire un dibattito istituzionale su temi che da tempo sono al centro delle rivendicazioni della categoria.
Con il deposito della petizione, i promotori intendono portare le proprie istanze all’attenzione delle Commissioni parlamentari competenti. Prosegue la raccolta delle adesioni sul territorio nazionale. Il documento affronta diversi aspetti ritenuti prioritari per la categoria. Si spazia dalla valorizzazione economica degli insegnanti alla previdenza, fino alle condizioni in cui si svolge quotidianamente l’attività didattica.
Stipendi e pensioni tra le priorità della petizione
Il principale punto della proposta riguarda l’allineamento delle retribuzioni dei docenti della scuola dell’infanzia e della primaria a quelle percepite dagli insegnanti della scuola secondaria. Secondo i promotori, la differenza salariale non sarebbe più giustificata. Questo anche alla luce del fatto che l’accesso all’insegnamento richiede un percorso universitario quinquennale con laurea magistrale a ciclo unico per entrambe le categorie. Un’altra richiesta centrale è quella di rivedere i requisiti per il pensionamento, ritenuti non più adeguati alle caratteristiche e all’impegno richiesti dalla professione docente.
Tra le proposte avanzate figura anche il riconoscimento dell’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella primaria come attività usurante. Secondo i promotori della petizione, il lavoro a stretto contatto con i bambini più piccoli richiede un impegno fisico ed emotivo particolarmente intenso, tale da giustificare specifiche tutele sul piano previdenziale. Per questo viene chiesto di consentire l’accesso alla pensione a partire dai 62 anni di età, con almeno 35 anni di contributi, oltre all’introduzione di misure dedicate alla prevenzione del burnout e dello stress lavoro-correlato. Il documento affronta anche altri aspetti legati all’organizzazione del lavoro scolastico.
Le altre richieste
Tra le richieste compare una maggiore tutela per i docenti impegnati nei viaggi d’istruzione e nelle uscite didattiche, attraverso il riconoscimento di indennità economiche adeguate e la copertura assicurativa a carico dell’amministrazione, così da garantire maggiori garanzie durante lo svolgimento delle attività fuori sede.
Tra le altre richieste contenute nella petizione c’è anche la riduzione del numero di alunni per classe, con l’obiettivo di migliorare la qualità della didattica e garantire un ambiente di apprendimento più sicuro e inclusivo. I promotori chiedono inoltre maggiori investimenti per la manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, ritenuti indispensabili per assicurare condizioni adeguate a studenti e personale.
Un ulteriore capitolo riguarda la semplificazione delle attività amministrative. La petizione propone di alleggerire gli adempimenti burocratici e digitali che gravano sugli insegnanti, così da consentire loro di dedicare più tempo all’attività educativa e didattica. Infine, viene avanzata la richiesta di riconoscere ai docenti la possibilità di svolgere altre attività professionali al di fuori dell’orario di servizio, nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa vigente.

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