Socotra, bloccati 86 turisti italiani: cosa sta succedendo?
Un blocco improvviso dei voli a Socotra, nello Yemen, ha trasformato un viaggio da sogno in attesa e incertezza.

Un’odissea in piena regola sta mettendo alla prova il ritorno a casa di una comitiva di viaggiatori italiani rimasti bloccati sull’isola yemenita di Socotra, paradiso naturale nell’Oceano Indiano celebre per le sue forme di vita uniche e i paesaggi da cartolina. A causa della sospensione dei voli dall’aeroporto locale, dovuta a un’escalation di tensioni militari sullo Yemen continentale, 86 turisti italiani – insieme ad altri circa 330 stranieri – non riescono a lasciare il territorio dopo aver trascorso le festività nell’arcipelago.
Turisti bloccati a Socotra: situazione aggravatasi
La situazione si è aggravata nei primi giorni di gennaio, quando le autorità yemenite hanno deciso di sospendere tutti i collegamenti aerei con la terraferma e con l’esterno, in seguito a scontri armati tra gruppi separatisti e forze filogovernative che controllano diverse aree del paese. I voli settimanali verso Abu Dhabi e oltre, operati da compagnie regionali, sono così stati cancellati a tempo indeterminato, lasciando centinaia di visitatori in una sorta di limbo logistico. Gli 86 italiani coinvolti non appartengono a un unico gruppo organizzato, ma si trovano dislocati in vari hotel e campeggi sparsi sull’isola, come emerge dalle comunicazioni ufficiali della Farnesina. L’Unità di crisi del ministero degli Esteri è al lavoro insieme ai tour operator e all’ambasciata italiana con sede a Riad per definire la soluzione più rapida e sicura per il loro rientro in patria. Al momento, comunque, non esiste una data certa per la ripresa delle rotte aeree da Socotra. Socotra, formalmente parte della Repubblica dello Yemen nonostante la sua geografia isolata e la sua popolazione relativamente contenuta, è spesso considerata una “perla” naturalistica proprio per la biodiversità che la caratterizza: alberi di Dracaena cinnabari (o “albero del sangue di drago”), spiagge bianche e barriere coralline la rendono meta ambita per viaggiatori avventurosi e amanti della natura. Tuttavia l’assenza di infrastrutture turistiche di massa – con poche strutture ricettive solide e servizi limitati – espone i visitatori alle conseguenze delle crisi politiche e militari nazionali, come già avvenne nel maggio del 2024 a causa di maltempo e cancellazioni dei voli. Per i turisti rimasti sull’isola, la principale difficoltà non è solo logistica, ma anche l’incertezza sul futuro immediato del loro viaggio: molte strutture locali non sono equipaggiate per un afflusso prolungato di ospiti, e il reperimento di contanti si è rivelato complicato. Alcuni dei viaggiatori hanno cominciato a considerare alternative, come un possibile trasferimento via mare verso paesi confinanti meno coinvolti dalla crisi, ma si tratta di scenari difficili da realizzare nell’immediato. La Farnesina ha ribadito che Viaggiare Sicuri, la piattaforma ufficiale di riferimento per i cittadini italiani, continua a sconsigliare qualsiasi viaggio in Yemen e nelle sue isole, inclusa Socotra, proprio per l’instabilità della situazione generale nel paese. Situazione che, sebbene per ora non minacci la sicurezza personale dei visitatori sull’isola, impedisce il normale svolgimento dei collegamenti e mantiene sospese le prospettive di rientro. La vicenda degli italiani “prigionieri in paradiso” è un monito su quanto la geopolitica possa trasformare rapidamente un soggiorno da sogno in un capitolo di incertezza per i viaggiatori più avventurosi. Le autorità italiane proseguono nei loro sforzi diplomatici mentre i protagonisti di questa odissea aspettano una soluzione che li possa riportare finalmente a casa.
