Salute e Benessere

Sanità Puglia, buco da 369 milioni: FP CGIL Foggia alza lo scudo. “Non si risana sulla pelle di lavoratori e cittadini”

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Sanità Puglia, buco da 369 milioni: FP CGIL Foggia alza lo scudo. “Non si risana sulla pelle di lavoratori e cittadini”.

Il pesante disavanzo di 369 milioni di euro che grava sulla sanità pugliese non è solo un freddo dato di bilancio: è la fotografia di una gestione che rischia di implodere, scaricando le proprie inefficienze sull’anello più debole della catena.

La FP CGIL Foggia respinge con forza la recente direttiva della Regione Puglia che dispone il blocco immediato di assunzioni, proroghe contrattuali e consulenze nelle Sanitaservice, considerandola un segnale allarmante per la tenuta dei servizi in Capitanata.

Il Segretario Generale della FP CGIL Foggia, Angelo Ricucci, contesta duramente il provvedimento: Siamo di fronte a un fallimento della programmazione che non può essere sanato tagliando i servizi essenziali.

Dopo l’importante percorso avviato per consolidare il sistema delle internalizzazioni e garantire una gestione pubblica e trasparente, questa improvvisa inversione di tendenza rischia di indebolire profondamente il modello Sanitaservice.

Non permetteremo che anni di impegno comune per sottrarre i servizi essenziali alle logiche del profitto, vengano messi in discussione da una visione che guarda solo ai vincoli di bilancio, ignorando la qualità del lavoro e delle prestazioni.

Riteniamo che non si può parlare di “razionalizzazione” quando si colpisce il cuore dei servizi in un territorio vasto e complesso come quello di Foggia.

Bloccare il turnover nelle società in-house significa condannare gli operatori a carichi di lavoro insostenibili e privare i cittadini di funzioni vitali: dal 118 al CUP, dalle pulizie alla manutenzione e alla logistica.

La posizione espressa dal Segretario generale  Angelo Ricucci è netta e non ammette zone d’ombra: il risanamento dei conti regionali non può e non deve trasformarsi in un attacco frontale ai diritti acquisiti.

In primo luogo, ribadiamo un no categorico al blocco lineare delle assunzioni.

A nostro avviso, non si tratta di una semplice misura contabile, ma di un provvedimento che, nei fatti, mette a rischio la sicurezza sul lavoro degli operatori e il diritto alla salute dei cittadini.

La Capitanata ha già dato troppo in termini di carenze d’organico; proseguire su questa strada significherebbe compromettere irrimediabilmente la tenuta dei servizi.

Secondo la FP CGIL Foggia, è fondamentale blindare il valore del modello Sanitaservice, considerandolo un vero e proprio patrimonio del sistema sanitario, in quanto questa esperienza rappresenta una conquista di civiltà e dignità lavorativa che va difesa e potenziata.

È inaccettabile che le società in-house vengano oggi utilizzate come un comodo capro espiatorio per mascherare o tamponare falle finanziarie generate altrove, in settori che nulla hanno a che fare con la gestione di questi servizi.

Infine, il sindacato esige un’operazione verità che faccia piena luce sul perimetro finanziario delle società.

Chiediamo una chiarezza specifica e non approssimativa sui conti, conclude Ricucci.

È necessario distinguere le responsabilità ed evitare che la gestione emergenziale del debito diventi l’alibi per svuotare di senso le internalizzazioni.

Il risanamento deve passare per una gestione strategica e oculata, non per la riduzione delle tutele per chi opera quotidianamente in prima linea.

I lavoratori hanno il diritto di conoscere l’esatta origine di questo disavanzo, sottolinea Ricucci.

Le SANITASERVICE non possono essere indicate come la causa di uno squilibrio che ha radici ben più profonde.

Chiediamo luce sulle reali dinamiche dei costi: il piano di rientro non deve essere il pretesto per comprimere i diritti di chi garantisce quotidianamente il funzionamento dei nostri ospedali e, in particolar modo, del servizio di urgenza ed emergenza.

La FP CGIL Foggia ribadisce un principio politico invalicabile: la salute non è una merce e il lavoro pubblico va valorizzato, non sacrificato sull’altare dei bilanci.

Proprio per queste ragioni, conclude Angelo Ricucci, attendiamo in tempi brevi la convocazione di un tavolo regionale con la categoria regionale e la confederazione, finalizzato a fare piena chiarezza e a rassicurare tutto il personale coinvolto.

È fondamentale che la Regione confermi ufficialmente che non sono in previsione tagli o soppressioni di posti di lavoro.

Al contempo, pretendiamo che vengano garantite tutte quelle misure atte al corretto espletamento delle funzioni e dei servizi erogati dalle società in house providing, assicurando la necessaria dignità operativa a chi lavora e la massima efficienza a chi usufruisce delle prestazioni sanitarie.

Come FP CGIL Foggia monitoreremo con estrema attenzione l’evolversi della situazione a livello provinciale, pronti a intraprendere ogni iniziativa necessaria a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e di tutta la comunità foggiana.

Il Segretario generale FP CGIL Foggia

Angelo Ricucci