Roberta Tagliavini, chi era il marito Alberto Martinelli: la storia d’amore che le ha cambiato la vita

La storia personale di Roberta Tagliavini, oggi celebre come “la Mercante di Brera”, è segnata da incontri che hanno cambiato il corso della sua vita. Tra questi, uno dei più importanti è quello con Alberto Martinelli, l’uomo che ha rappresentato per lei un nuovo inizio dopo un passato difficile. La loro relazione, nata in un momento di grande trasformazione, ha accompagnato Roberta nella costruzione della sua carriera e della sua identità professionale.
Chi era Alberto Martinelli? Come si sono conosciuti? E quale ruolo ha avuto nella vita della mercante d’arte più famosa della televisione? Scopriamolo insieme.
Chi era Alberto Martinelli: carriera e vita professionale del produttore discografico
Alberto Martinelli è stato un produttore discografico molto attivo negli anni Settanta e Ottanta, un periodo in cui la musica italiana viveva una stagione di grande fermento. Lavorava nell’ambiente del Clan Celentano, una delle realtà più influenti dell’epoca, e questo lo portava a frequentare artisti, autori e figure di spicco dello spettacolo.
La sua carriera si sviluppava tra studi di registrazione, uffici stampa e collaborazioni con musicisti emergenti e affermati. Era un uomo abituato a muoversi dietro le quinte, ma dotato di un intuito raro, capace di riconoscere talenti e di sostenere progetti innovativi. Proprio questa sua sensibilità artistica lo avvicinò a Roberta Tagliavini, che in quegli anni stava cercando di costruire una nuova vita lontano da un matrimonio infelice.
Alberto non era soltanto un professionista stimato, ma anche una presenza discreta e rassicurante, capace di sostenere le ambizioni della donna che sarebbe diventata sua moglie. La sua morte, avvenuta nel 2017, ha lasciato un vuoto profondo nella famiglia, ma il suo ricordo continua a vivere attraverso le parole di Roberta e il lavoro del loro figlio Mattia.
L’incontro con Roberta Tagliavini: un amore nato all’improvviso e diventato un nuovo inizio
La storia tra Roberta Tagliavini e Alberto Martinelli inizia nell’estate del 1970, in un momento in cui la mercante d’arte stava cercando di ricostruire la propria vita. Dopo aver lasciato un matrimonio che lei stessa ha definito “una prigione”, Roberta si trovava in una fase di grande fragilità ma anche di forte determinazione.
Durante una vacanza a Riccione, l’incontro con Alberto cambia tutto. Tra loro scatta un’intesa immediata, fatta di complicità e di una visione comune del futuro. In pochi mesi decidono di trasferirsi insieme a Milano, città che diventerà il centro della loro vita familiare e professionale.
Alberto non solo sostiene Roberta nelle sue scelte, ma la incoraggia a inseguire la sua passione per l’arte e il design. È lui a starle accanto quando apre i primi spazi espositivi, quando affronta le difficoltà economiche e quando decide di trasformare la sua intuizione in un vero progetto imprenditoriale. Roberta ha raccontato più volte che senza il suo appoggio non avrebbe avuto il coraggio di rischiare, soprattutto nei primi anni.
Una storia d’amore che ha segnato una vita: matrimonio, famiglia e il ricordo di Alberto Martinelli
Dal loro amore nasce Mattia Martinelli, oggi figura centrale nella gestione della galleria Robertaebasta. La famiglia diventa per Roberta un punto di equilibrio, un luogo in cui sentirsi finalmente libera e sostenuta. Alberto, infatti, non ha mai ostacolato le sue ambizioni, anzi le ha dato la forza per credere nelle proprie capacità.
Roberta ha spesso ricordato quanto il marito fosse un uomo capace di comprendere i suoi slanci creativi, anche quelli più audaci. Quando decise di aprire il primo negozio in Brera senza avere grandi risorse economiche, Alberto non la frenò. Al contrario, la incoraggiò a seguire il suo istinto, convinto che la sua visione avrebbe trovato spazio nel mondo dell’arte.
La loro storia è durata fino al 2017, anno in cui Alberto è scomparso dopo una malattia. Per Roberta è stato un dolore profondo, ma anche un momento in cui ha riconosciuto quanto quell’amore l’avesse resa la donna che è oggi. La sua carriera, la sua forza e la sua capacità di reinventarsi portano ancora l’impronta di quell’uomo che ha creduto in lei quando nessun altro lo faceva.