Ricina, l’arrivo degli specialisti tedeschi a Pietracatella
Madre e figlia morte a causa della ricina: si spera che gli specialisti del Robert Koch Institute facciano luce sul caso.

Madre e figlia morte a causa della ricina: si spera che gli specialisti del Robert Koch Institute facciano luce sul caso.
L’inchiesta sul duplice decesso di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, morte a fine dicembre 2025 in seguito a un avvelenamento da ricina, entra in una fase decisiva. Nelle prossime ore gli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino giungeranno a Pietracatella per effettuare un nuovo sopralluogo nell’abitazione della famiglia, affiancando gli investigatori italiani.
Ricina: il lavoro degli specialisti tedeschi
L’obiettivo degli specialisti tedeschi è analizzare con tecnologie altamente specializzate gli ambienti della casa, gli oggetti sequestrati e gli alimenti che gli inquirenti hanno già acquisito, alla ricerca di eventuali tracce della tossina e di elementi utili a ricostruire le modalità dell’avvelenamento. Gli esperti tedeschi in questione sono un punto di riferimento europeo nello studio delle tossine biologiche. Essi collaborano con la Procura di Larino, la Squadra Mobile di Campobasso e gli specialisti italiani del Centro Antiveleni di Pavia.
Le nuove verifiche arrivano dopo il deposito delle consulenze autoptiche, che hanno confermato la morte per avvelenamento da ricina ed escluso responsabilità dei medici dell’ospedale Cardarelli, inizialmente indagati per omicidio colposo. Parallelamente proseguono gli accertamenti sui campioni biologici e sugli alimenti sequestrati, inviati in Germania per analisi approfondite.
Il sopralluogo rappresenta uno dei passaggi chiave dell’indagine: gli investigatori puntano a individuare il veicolo attraverso cui il responsabile della morte delle due donne avrebbe introdotto la ricina e a raccogliere ulteriori elementi per chiarire le responsabilità nel caso che, da mesi, tiene alta l’attenzione dell’opinione pubblica.
Il caso: dalla misteriosa intossicazione alla conferma della ricina
La vicenda ha avuto inizio tra il 27 e il 28 dicembre 2025, con il ricovero Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia quindicenne Sara Di Vita, in gravissime condizioni. Le due avevano accusato un improvviso malore nella loro abitazione di Pietracatella. In un primo momento si era ipotizzata un’intossicazione alimentare o da monossido di carbonio. Tuttavia, il rapido aggravarsi del quadro clinico e il successivo decesso di entrambe hanno spinto la Procura di Larino ad avviare un’indagine approfondita.
La svolta è arrivata nei mesi successivi. Gli esami tossicologici e istologici hanno individuato nel sangue e nei tessuti delle due vittime la presenza della ricina. Si tratta di una delle tossine vegetali più letali conosciute. Essa è ricavata dai semi della pianta del ricino. Da quel momento l’inchiesta è stata riqualificata come duplice omicidio volontario. Gli investigatori si sono dunque concentrati nel ricostruire il momento e il mezzo attraverso cui il veleno sarebbe stato somministrato.
Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno ascoltato oltre cento testimoni. Sequestrati telefoni cellulari, computer, alimenti e oggetti presenti nell’abitazione delle vittime, mentre gli esperti del Centro Antiveleni di Pavia hanno lavorato insieme alla Squadra Mobile di Campobasso e alla Procura di Larino. Parallelamente gli addetti ai lavori hanno effettuato accertamenti anche sul personale sanitario che aveva seguito le due donne, poi escluso come causa dei decessi.
Negli ultimi mesi l’indagine si è ulteriormente intensificata con nuove consulenze scientifiche, l’analisi di campioni biologici e alimentari anche in laboratori specializzati all’estero e una serie di nuovi sopralluoghi nell’abitazione di Pietracatella. L’arrivo degli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino rappresenta l’ultimo tassello di un’inchiesta che punta a individuare con precisione dove, quando e in che modo la ricina sia stata somministrata e a raccogliere le prove definitive per risalire ai responsabili del duplice omicidio.

FONTI:


