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Reddito di cittadinanza, arriva la svolta: ecco chi perderà il sussidio

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Il governo Meloni non ha intenzione di retrocedere e da gennaio 2023 arriverà la stretta sul reddito di cittadinanza. I più a rischio di perdere il sussidio sono i beneficiari tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro presso i centri per l’impiego: circa 660mila persone secondo il monitoraggio dell’Anpal riferito al 30 giugno scorso. Poi ci sono altri 173mila percettori che già lavorano ma con redditi così bassi da rientrare nei requisiti per il sussidio di povertà. Il totale fa più di 830mila beneficiari del Reddito che potrebbero perdere questo sostegno con il disegno di legge di Bilancio 2023. In pratica, uno su tre dei circa 2,5 milioni di beneficiari del RDC.

Quanto durerà il Reddito di cittadinanza

Le ipotesi al momento sono molteplici ma quella caldeggiata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prevede che, alla prima scadenza del Reddito gli abili al lavoro perdano il sussidio. Ancora per sei mesi potrebbero ricevere un assegno legato ai corsi di formazione, possibilmente finanziato con i fondi europei ad hoc. Dopodiché più nulla. Ipotesi più morbide, invece, sono quelle sostenute dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon (Lega), che prevedono invece un décalage. Trascorsi i 6 mesi in formazione, se l’interessato non ha ancora un lavoro, potrebbe chiedere nuovamente il Reddito ma per un massimo di 12 mesi e con un importo tagliato del 25%. Se non si è trovato ancora lavoro dopo la scadenza lo si potrà rinnovare per un’ultima volta per altri 6 mesi con una riduzione di un altro 25%. Questa stretta porterà a dei risparmi che oscillano da 1,8 miliardi a poche centinaia di milioni.

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