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Quando il Lungomare del Sole era campagna: Manfredonia e Siponto negli anni ‘50

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Quando il Lungomare del Sole era campagna: Manfredonia e Siponto negli anni ‘50

Di Manfredonia Ricordi

Un antico scatto di Pino Lauriola restituisce la memoria di un paesaggio costiero scomparso, dove la terra battuta e le masserie dominavano lo spazio prima del boom dei villini.
Guardare oggi il Lungomare del Sole significa immergersi nel traffico estivo, tra passeggiate, lidi balneari e una fila ininterrotta di villini e palazzine che collegano, senza soluzione di continuità, Manfredonia a Siponto. Eppure, non è sempre stato così. A ricordarcelo è uno straordinario scatto fotografico della fine degli anni ’50, custodito dall’archivio dello storico studio Lauriola Fotografi.
L’immagine immortala il momento esatto che precede la grande trasformazione urbana del secondo dopoguerra. In primo piano, laddove oggi sorge la città delle vacanze sipontine, dominava imponente un’antica masseria fortificata. Era il simbolo di una costa ancora marcatamente rurale, fatta di muretti a secco, fichi d’india e pastorizia a due passi dal mare.
La strada, una sottile striscia chiara completamente deserta e priva di illuminazione, curva dolcemente assecondando la roccia viva della costa frastagliata. Sullo sfondo, protetta dal profilo del Gargano, si staglia Manfredonia: un nucleo urbano ancora compatto e nettamente separato dalla zona di Siponto.
All’epoca, i due centri erano divisi da chilometri di spazi vuoti e campi, uniti solo dal silenzio di una costa incontaminata.
Di lì a pochi anni, le ruspe del boom economico avrebbero abbattuto quella masseria per fare spazio alla modernità e all’edilizia balneare. Questa fotografia non è solo un amarcord nostalgico, ma un documento storico fondamentale che congela il passaggio cruciale tra la civiltà contadina e la vocazione turistica del territorio sipontino.

Foto Pino Lauriola, un ringraziamento allo studio fotografico Lauriola Fotografi e Lucia Lauriola

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