Lavoro

Proclamazione stato di agitazione del personale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza

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Proclamazione stato di agitazione del personale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza – Richiesta attivazione procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della L.
146/90 e ss.mm.ii.

Le Segreterie Territoriali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, FIALS e NURSING UP rappresentano
preliminarmente che in data 28 novembre 2025 era stato proclamato lo stato di agitazione del personale
della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza a fronte di rilevanti criticità organizzative e
contrattuali. In data 16 dicembre 2025 si è esperita, presso la Prefettura di Foggia, la procedura di
raffreddamento e conciliazione prevista dalla Legge 146/1990, conclusasi con esito negativo.
Successivamente, in data 27 dicembre 2025, presso il Comitato SEPAC regionale, le parti avevano
formalmente concordato la ripresa del dialogo e la rimozione delle cause ostative alle corrette relazioni
sindacali. In coerenza con gli impegni assunti in quella sede, le Organizzazioni Sindacali avevano
revocato le iniziative di mobilitazione precedentemente proclamate, confidando nell’avvio di un
percorso strutturato e risolutivo.


A distanza di mesi, deve tuttavia constatarsi che agli impegni assunti non è seguita una concreta e
coerente attuazione. Permangono gravi inadempienze contrattuali e iniziative unilaterali che hanno
nuovamente compromesso il clima organizzativo e la fiducia nelle relazioni sindacali.


Non risulta data piena e integrale applicazione al CCNL Sanità Pubblica 2022/2024, sia sotto il profilo
economico sia sotto quello normativo. Gli adeguamenti contrattuali rappresentano obblighi cogenti
derivanti da fonte collettiva nazionale e non possono essere subordinati a valutazioni discrezionali o a
dinamiche gestionali interne. Il mancato riconoscimento delle spettanze economiche incide direttamente
sul trattamento salariale dei lavoratori e configura una lesione di diritti contrattuali fondamentali.


Parimenti non è stato attuato il nuovo sistema di classificazione del personale con il passaggio alle Aree
funzionali previste dal CCNL, continuando a fare riferimento al superato impianto delle categorie. Tale
inerzia determina un disallineamento rispetto al quadro normativo vigente e una mancata valorizzazione
delle competenze professionali maturate dal personale.

In tale contesto si inserisce la mancata applicazione dei Differenziali Economici Professionali sia per
l’anno 2024 sia per l’anno in corso. I DEP costituiscono uno strumento centrale di valorizzazione
economica e professionale e rappresentano una componente stabile della retribuzione correlata alla
crescita professionale del personale. La loro omessa attuazione produce effetti negativi sul piano
economico e motivazionale, alimenta disparità interne non più sostenibili e incide sull’attrattività
dell’Ente.


Si evidenzia inoltre la mancata corresponsione del saldo delle risorse di incentivazione relative
all’esercizio 2025. In data 12 dicembre 2024 era stato sottoscritto un Verbale di Accordo, che la
Segreteria provinciale e aziendale della UIL FPL Foggia non ha sottoscritto, nel quale l’Azienda si
impegnava a realizzare verifiche trimestrali congiunte con le Organizzazioni Sindacali finalizzate al
monitoraggio dell’avanzamento degli obiettivi, alla verifica del corretto utilizzo delle risorse
economiche e alla garanzia della trasparenza dei criteri adottati. Tale percorso non è mai stato attuato.
L’Azienda non ha convocato le verifiche previste, sottraendosi a un obbligo formalmente assunto e
rendendo impossibile ogni confronto sugli indicatori, sulle performance dei servizi e sullo stato di
raggiungimento degli obiettivi. Questa omissione ha escluso di fatto le Organizzazioni Sindacali da un
processo che avrebbe dovuto essere condiviso e verificabile, compromettendo la legittimità e la
trasparenza dell’utilizzo delle risorse destinate all’incentivazione.


Di particolare gravità risulta inoltre il mancato riconoscimento dell’indennità di malattie infettive
prevista dall’art. 44, comma 6, del CCNL Sanità Pubblica 1994/1997, dovuta al personale esposto a
rischio biologico durante il periodo emergenziale COVID-19. Centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno
operato in condizioni straordinarie, affrontando un rischio professionale elevatissimo e garantendo la
continuità assistenziale in un contesto di emergenza sanitaria senza precedenti. Nonostante formale
sollecitazione delle Organizzazioni Sindacali del 7 agosto 2024, l’Ente non ha avviato alcun percorso di verifica né ha riconosciuto quanto dovuto. La disciplina contrattuale è chiara nel prevedere l’erogazione
dell’indennità per tutto il periodo di effettiva esposizione al rischio infettivo; il mancato riconoscimento
dell’istituto costituisce pertanto un’inadempienza contrattuale priva di fondamento tecnico e giuridico.
Si registrano inoltre modalità di gestione dell’attività libero-professionale difformi rispetto al
Regolamento aziendale illustrato alle Organizzazioni Sindacali, nonché la definizione unilaterale dei
turni di lavoro degli ambulatori specialistici in assenza del necessario confronto sindacale. Tali
determinazioni incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla corretta organizzazione dei
servizi, alterando l’equilibrio delle relazioni sindacali.


Permangono infine rilevanti criticità in materia di sicurezza e gestione dei carichi di lavoro. Dal 2023 ad
oggi il comparto ha registrato una riduzione dell’organico pari a 182 unità, con evidenti ripercussioni
sull’intensità assistenziale, sull’organizzazione dei turni e sul clima interno. Tale situazione impone un
confronto strutturato sulle condizioni di sicurezza e sulle misure necessarie a garantire standard adeguati
di tutela del personale e della qualità assistenziale.


Ulteriori elementi di tensione sono rappresentati dalla mancata definizione e dal mancato saldo del
sistema incentivante 2026 nonché dall’assenza di adeguamento del valore del buono pasto, non più
coerente con l’attuale contesto economico.


Il quadro complessivo delineato evidenzia una reiterata compromissione delle corrette relazioni
sindacali, un disallineamento rispetto agli obblighi contrattuali vigenti e una lesione diretta e indiretta
del trattamento economico del personale. Le scriventi Organizzazioni Sindacali ribadiscono che non
vengono rivendicati privilegi, bensì la piena applicazione del contratto collettivo nazionale e il rispetto
degli impegni formalmente assunti.

Per tali ragioni si proclama nuovamente lo stato di agitazione del personale della Fondazione Casa
Sollievo della Sofferenza e si chiede a Sua Eccellenza il Prefetto di Foggia di attivare con la massima
urgenza la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla Legge 146/1990, modificata ed
integrata dalla Legge 83/2000. In assenza di esiti concreti e risolutivi, le scriventi si riservano ogni
ulteriore iniziativa di mobilitazione nel rispetto della normativa vigente.
Cordiali saluti.


FP CGIL FP CISL UIL FPL FIALS NURSING UP
A. Ricucci G. Mangiacotti L. Giorgione A. Capozzi M. Centola
L. Palena G. Riontino G. Grifa M. Di Candi