Storia

Postille per la festa patronale in onore di Maria SS.ma di Siponto

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Ad integrazione della monografia “La festa patronale di Maria SS. di Siponto”, del 2001, e
del saggio “la festa di Maria SS. di Siponto ed i te Deum in onore dei Sovrani, del 2012 , riguardante l’attività dell’arcivescovo Taglialatela, intollerante del nuovo clima liberalizzante che sovrasta la comunità sipontina, in ossequio a quanto determinato e “raccomandato” dal governo borbonico, riportiamo i riferimenti documentari, caratterizzanti questo clima. Viene quasi da dire…”i tempi non cambiano”.


Il 28 luglio 1858, l’Intendente di Capitanata (senz’altro a seguito di denuncia), pone a conoscenza del presule che ci sono state molte lamentele sul Sindaco Giuseppe Sarni, per la sua male gestione dell’anno precedente, causa la cattiva raccolta di oblazioni. Si propone la nomina dei Deputati.


L’ultima proposizione induce a credere che l’Amministrazione comunale (Università), contrariamente a quanto avvenuto in precedenza (con preminenza di canonici) veniva gestita “in economia”, senza la nomina di una Deputazione; una forma di laicizzazione della festività?


Ed ancora, il 20 agosto successivo, sempre l’Intendente, scrive in merito alla processione vespertina di Maria SS. di Siponto, chiede il parere all’arcivescovo, il quale annota “ si appose favorevolmente, anzi pregando per il permesso”.


Quest’altro riferimento documentario porta a credere che la processione, sino allora, non si svolgeva nelle ore serotine, invero di mattina, come la processione di S. Lorenzo.


Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)