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Pensioni per casalinghe 2026: quale assegno INPS si può avere con pochi contributi

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Le persone, prevalentemente donne, che hanno dedicato gran parte della vita alla cura della casa e della famiglia si chiedono quale pensione potranno ottenere in futuro. In assenza di una carriera lavorativa continuativa, i contributi previdenziali possono infatti essere molto bassi o addirittura inesistenti. Tuttavia, anche in queste situazioni esistono alcune possibilità previste dal sistema previdenziale italiano.

Chi non ha maturato una pensione attraverso un lavoro dipendente o autonomo può accedere a due principali strumenti: il fondo pensione casalinghe gestito dall’INPS oppure l’assegno sociale destinato alle persone con redditi molto bassi.

Il fondo pensione casalinghe dell’INPS

Per chi svolge attività domestica non retribuita esiste un fondo previdenziale dedicato. Si tratta del Fondo casalinghe e casalinghi, gestito dall’INPS, che consente di costruire una pensione attraverso versamenti volontari. INPS

Possono iscriversi tutte le persone tra i 16 e i 65 anni che svolgono lavori di cura familiare senza percepire uno stipendio e che non sono titolari di una pensione diretta.

La contribuzione è flessibile: non esiste un importo fisso obbligatorio, ma per ottenere il riconoscimento di un mese di contributi è necessario versare almeno circa 25 euro. In pratica, con poco più di 300 euro l’anno si può maturare un anno di contribuzione.

Per poter accedere alla pensione è necessario versare contributi per almeno cinque anni. L’importo dell’assegno viene poi calcolato con il sistema contributivo, quindi dipende direttamente dalle somme effettivamente versate nel corso degli anni.

Quando si può andare in pensione

La pensione del fondo casalinghe può essere riconosciuta in due casi principali.

Il primo è la pensione di vecchiaia, che può essere ottenuta a partire dai 57 anni se l’importo maturato raggiunge una soglia minima pari a circa 1,2 volte l’assegno sociale. In alternativa, se l’importo accumulato è più basso, bisogna attendere i 65 anni per ricevere l’assegno.

Il secondo caso riguarda la pensione di inabilità, che può essere riconosciuta se la persona ha versato almeno cinque anni di contributi e viene accertata un’invalidità totale che impedisce qualsiasi attività lavorativa.

In ogni caso l’importo della pensione dipende interamente dai versamenti effettuati: contributi più elevati permettono di ottenere assegni più consistenti.

Chi non ha contributi: l’assegno sociale

Se invece i contributi sono molto pochi o addirittura assenti, l’alternativa è rappresentata dall’assegno sociale.

Questa prestazione assistenziale è destinata alle persone che hanno almeno 67 anni, vivono stabilmente in Italia e si trovano in condizioni economiche difficili. L’importo è relativamente contenuto – intorno a poche centinaia di euro al mese – e viene riconosciuto solo se il reddito personale o familiare non supera determinate soglie.

A differenza della pensione contributiva, l’assegno sociale non dipende dai contributi versati ma dalla situazione economica del richiedente.

Pensione casalinghe INPS: quanto può valere

L’importo della pensione per chi aderisce al fondo casalinghe varia molto. Con versamenti minimi per pochi anni l’assegno può risultare piuttosto basso, mentre versamenti più consistenti e prolungati nel tempo permettono di ottenere una pensione più significativa.

In generale il meccanismo è lo stesso previsto dal sistema contributivo: più contributi vengono versati nel corso della vita, maggiore sarà l’importo dell’assegno pensionistico.

Per questo motivo, chi svolge lavori domestici senza retribuzione può valutare l’iscrizione al fondo previdenziale dedicato, così da costruire almeno una base di tutela economica per il futuro.

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