Attualità CapitanataLibri

Morto lo scrittore Raffaele La Capria, l’ultima anima profonda di Napoli

Promo UnipolSai ilSipontino.net
Gelsomino Ceramiche
Centro Commerciale Gargano
Casa di Cura San Michele
Promo Manfredi Ricevimenti

È morta, a novantanove anni, una delle anime più profonde di Napoli: Raffaele La Capria. Scrittore, intellettuale, penna elegante e ironica, ha raccontato Napoli in modo unico, magnetico. La sua città, per lui, era una foresta vergine, capace di inghiottire ogni cosa. Napoli era “una città che ti ferisce a morte o t’addormenta, o tutte e due le cose insieme”. 

Proprio a Napoli, e a questo rapporto quasi feroce, era ambientato il suo più grande capolavoro, “Ferito a Morte”, premio Strega nel 1961. La sua vita ebbe più passioni e professioni. La Capria ha vissuto mondi e personalità importanti. Nel giornalismo con Antonio Ghirelli Tommaso Giglio; nel cinema con Francesco Rosi con cui sceneggerà il film “Le mani sulla città”, Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia; nel teatro con Giuseppe Patroni Griffi e in politica con il futuro Capo dello Stato Giorgio Napolitano

La Capria, che ha scritto opere indimenticabili del panorama letterario italiano, aveva a cuore – negli ultimi anni – la volontà di ristabilire una visione d’insieme delle cose, una ritrovata cura per le parole e per le storie. “La politica ha una visione parziale del mondo. Il mio mestiere, invece, è interessarmi alla visione totale. Lo strumento per farlo è la poesia, perché solo la poesia conosce il mondo nel suo insieme”, aveva ricordato a Nicola Mirenzi per Huffpost. “Senza una visione d’insieme, ci si smarrisce. Questa, per esempio, è l’epoca della frammentazione. Ogni cosa, ogni pensiero, una volta prodotti, si frantuma e viene disperso, sezionato, analizzato da mille punti di vista, da mille angolazioni, perdendo la sua unità. Il bisogno di una visione universale non è affatto andato in crisi. Anzi, i giovani, e i giovani scrittori in particolare, lo avvertono più acuto e necessario che mai. Ed è la letteratura che dovrebbe raccogliere questa richiesta disperata dell’uomo di oggi: di vedere restituita a sé e al proprio mondo, al propria integrità”. 

Per la perdita di uno scrittore così lucido e originale, il Ministro della cultura Dario Franceschini ha dichiarato che abbiamo perso “un grande scrittore e una delle voci più autorevoli della cultura italiana del secondo novecento. Un autore acuto e originale che, con eleganza e senza sconti, ha saputo raccontare e indagare l’intimità dell’animo umano e la complessità della società italiana”. Napoli, ha continuato il ministro, “è stata al centro della sua vasta produzione artistica, una città che ha amato, di cui ha saputo descrivere le emozioni e che non ha mai smesso di meravigliarlo. Mi stringo al dolore dei familiari e degli amici in questa triste giornata”. 

Casa di Cura San Michele
Centro Commerciale Gargano
Gelsomino Ceramiche
Promo Manfredi Ricevimenti
Promo UnipolSai ilSipontino.net

Articoli correlati