Cronaca Italia

Morte per Ricina, il mistero della colazione

Morte per ricina, nuovi viluppi sul giallo di Pietracatella: gli investigatori concentrano le indagini anche sulle scale esterne.

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Continuano senza sosta le indagini sul giallo di Pietracatella, in Molise, dove Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita hanno perso la vita per avvelenamento di ricina. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione le ultime ore trascorse dalle due vittime per individuare il momento esatto in cui la tossina sarebbe stata ingerita. Dopo l’autopsia, che ha confermato una dose letale di ricina, l’attenzione si concentra ora su nuovi dettagli emersi nel corso degli accertamenti. Nel mirino è finita la colazione della vigilia di Natale, un pasto finora ritenuto secondario ma che potrebbe rivelarsi decisivo. Parallelamente, gli inquirenti stanno approfondendo anche la conformazione dell’abitazione e, in particolare, il ruolo delle scale esterne. L’ipotesi è che possano aver rappresentato un possibile punto di accesso per chi avrebbe introdotto il veleno nella casa senza destare sospetti. Ogni elemento viene analizzato nel tentativo di ricostruire la dinamica del duplice omicidio e individuare il responsabile.

La nuova pista investigativa: colazione e accessi all’abitazione

Le ultime verifiche degli investigatori si concentrano sui pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, periodo ritenuto compatibile con l’assunzione della ricina. Se in un primo momento l’attenzione era rivolta soprattutto alla cena della vigilia, ora anche la colazione è diventata un tassello fondamentale dell’inchiesta. L’obiettivo è capire se proprio in quel momento possa essere avvenuta la somministrazione della sostanza tossica.

Accanto alla ricostruzione dei pasti, gli investigatori stanno esaminando anche la struttura della casa. In particolare, le scale esterne sono considerate un possibile percorso utilizzato da chi avrebbe avuto accesso all’abitazione senza transitare dagli ingressi principali. Si tratta di una delle ipotesi investigative al vaglio, che dovrà essere verificata attraverso sopralluoghi e rilievi tecnici.

L’inchiesta resta complessa e ricca di interrogativi. Gli specialisti, affiancati anche da esperti tedeschi, continuano ad analizzare alimenti, oggetti e reperti sequestrati nell’abitazione per individuare eventuali tracce della tossina e stabilire con precisione come la ricina sia stata introdotta nell’ambiente domestico. Solo dall’incrocio tra analisi scientifiche e ricostruzione dei movimenti delle persone coinvolte potrebbe arrivare la svolta in un caso che continua a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica.

Fonte: Facebook

FONTI:

Libero

RaiNews

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