Cronaca Italia

Morte di Domenico, il primario si difende: “La vera vittima sono io, sprecati 11 anni della mia vita”

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Il cardiochirurgo Guido Oppido, primario all’ospedale Ospedale Monaldi di Napoli, torna a proclamare la propria estraneità ai fatti legati alla morte del piccolo Domenico. “Sono io la vittima, non merito un trattamento del genere”, ha dichiarato il medico, finito nel registro degli indagati – per responsabilità colposa – nell’inchiesta sulla scomparsa del bambino di due anni e tre mesi, deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore non riuscito e un lungo periodo di coma durato circa due mesi.

Oppido ha ribadito la correttezza del suo operato: “So di aver fatto tutto nel modo giusto”. Le sue parole arrivano nel giorno in cui prende il via l’incidente probatorio, passaggio chiave per chiarire quanto accaduto in sala operatoria il 23 dicembre scorso.

Tra i punti ancora da chiarire vi sono le condizioni dell’organo destinato al trapianto, giunto da Bolzano in un contenitore termico e risultato completamente congelato a causa dell’impiego di ghiaccio secco. Secondo alcune testimonianze del personale sanitario presente, l’intervento sarebbe iniziato senza una verifica approfondita dello stato del cuore. Inoltre, emergerebbero tensioni interne al reparto, dove il primario non godrebbe della piena stima di parte dei collaboratori. “Di tutte queste questioni parleremo nelle sedi opportune”, si è limitato a commentare Oppido.

Il medico ha poi sottolineato la propria esperienza professionale: “Ho dedicato undici anni della mia vita a operare bambini in Campania. Ne ho operati tremila, tremila”, ha affermato, rivendicando l’impegno profuso nel corso della carriera. Infine, ha espresso amarezza per l’attenzione mediatica sulla vicenda: “Sto vivendo tutto questo per aver cercato di aiutare i figli degli altri. L’esposizione mediatica sta distruggendo la mia vita”.

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