
Manfredonia, ragazzine colpite da malore: “La vicenda impone una riflessione”
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime il proprio convinto apprezzamento nei confronti della dottoressa Tiziana e del figlio diciassettenne che, nella notte tra il 24 e il 25 luglio a Manfredonia, sono intervenuti con tempestività, competenza e straordinario senso di responsabilità per soccorrere due ragazze quattordicenni colpite da un grave malore, presumibilmente conseguente all’assunzione di bevande alcoliche durante una serata trascorsa con un gruppo di ragazzi più grandi. Una delle adolescenti aveva perso conoscenza e rischiava di soffocare a causa del vomito, mentre l’altra manifestava analoghi sintomi a poca distanza. Il loro intervento, unito alla rapidità e alla professionalità del personale del 118, ha evitato un epilogo drammatico.
Al di là del lieto fine, la vicenda impone una riflessione che coinvolge l’intera società. A colpire non è soltanto il gesto esemplare di chi ha scelto di intervenire, ma anche il comportamento di quanti sono rimasti a osservare senza offrire alcun aiuto o, secondo le testimonianze rese pubbliche, si sarebbero allontanati nel timore di possibili conseguenze. Una comunità non si misura dal numero delle persone presenti, ma dalla capacità di assumersi una responsabilità quando qualcuno si trova in una condizione di grave vulnerabilità.
L’episodio richiama inoltre l’attenzione sul fenomeno, sempre più diffuso, del consumo precoce di alcol tra gli adolescenti. Dietro eventi come questo non vi è soltanto una trasgressione occasionale, ma un intreccio di fragilità educative, ricerca di approvazione all’interno del gruppo dei pari, sottovalutazione dei rischi e progressivo indebolimento del ruolo educativo degli adulti. La prevenzione non può limitarsi alle campagne informative o agli interventi successivi all’emergenza: richiede un’azione continuativa, capace di coinvolgere scuola, famiglie, istituzioni, servizi sanitari e realtà associative in un progetto educativo condiviso.
La scuola continua a rappresentare uno spazio privilegiato per promuovere la cultura della prevenzione, della salute e della responsabilità personale. È necessario rafforzare percorsi che aiutino gli studenti a sviluppare senso critico, consapevolezza delle conseguenze dei propri comportamenti e capacità di affrontare situazioni di emergenza con equilibrio e senso civico. Allo stesso tempo, appare sempre più urgente consolidare il dialogo educativo con le famiglie, affinché i messaggi trasmessi nei contesti scolastici trovino continuità nella vita quotidiana.
L’episodio di Manfredonia pone una questione che va ben oltre la cronaca. Due adolescenti in pericolo e numerosi adulti o giovani presenti che scelgono di non intervenire rappresentano l’immagine di una società che rischia di smarrire il significato stesso della corresponsabilità. L’indifferenza non nasce all’improvviso: è il risultato di un lento processo culturale che abitua a osservare senza partecipare, a delegare sempre ad altri, a considerare ogni problema come estraneo purché non coinvolga direttamente la propria sfera personale.
Ancora più allarmante è la normalizzazione di comportamenti ad alto rischio tra giovanissimi. Se a quattordici anni l’abuso di alcol viene percepito come un rito di socializzazione, il problema non riguarda esclusivamente i ragazzi, ma il modello educativo che gli adulti stanno offrendo. Una società che banalizza lo sballo, esalta l’apparenza e riduce il successo alla ricerca del consenso immediato non può poi stupirsi se il senso del limite e della responsabilità perde progressivamente valore.
Il CNDDU ritiene che sia necessario riaprire un serio dibattito pubblico sull’emergenza educativa che attraversa il nostro Paese. Non servono soltanto nuove norme o campagne di sensibilizzazione, ma una rinnovata alleanza tra scuola, famiglie, istituzioni e territorio, capace di restituire credibilità alla funzione educativa degli adulti. Le emergenze, come quella vissuta a Manfredonia, non mettono soltanto alla prova la capacità di soccorrere: rivelano il livello di maturità civile di un’intera comunità. Ed è su questo terreno che oggi si gioca una delle sfide più importanti per il futuro delle nuove generazioni.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU


