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Manfredonia, Quitadamo: “Sui beni confiscati alla criminalità organizzata lo Stato non può arretrare”

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Manfredonia, Quitadamo: “Sui beni confiscati alla criminalità organizzata lo Stato non può arretrare”

Sui beni confiscati alla criminalità organizzata lo Stato non può arretrare. Per questo la vicenda di Villa Rossana, a Manfredonia, impone oggi una scelta chiara: lavorare con determinazione per restituire questo bene alla comunità, nel pieno rispetto della sicurezza, della legalità e della tutela del territorio.


L’immobile è stato oggetto di un finanziamento pubblico nell’ambito di un bando regionale concluso nel 2023. Risorse investite con un obiettivo preciso: trasformare un bene sottratto all’illegalità in una opportunità per la collettività, secondo lo spirito e la finalità della legge sui beni confiscati.
Oggi quella prospettiva non può essere messa in discussione.


Con il Sindaco e tutta l’Amministrazione abbiamo ribadito, sin dall’inizio del nostro insediamento, il nostro impegno a lavorare per il riutilizzo del bene, consapevoli del valore che i beni confiscati rappresentano per un territorio come Manfredonia e l’intera Capitanata. Non solo spazi da recuperare, ma presìdi di legalità e simboli concreti della presenza dello Stato.


In questa direzione va accolta con favore la disponibilità della Prefettura di Foggia ad attivare tavoli di confronto tra tutte le istituzioni coinvolte, così come la disponibilità dell’Autorità di Bacino a proseguire nelle attività di monitoraggio e negli approfondimenti tecnici necessari per affrontare i vincoli di natura idrogeologica.


Il confronto istituzionale deve ora proseguire con responsabilità e spirito di collaborazione tra tutti gli enti competenti, affinché si possano individuare soluzioni che tengano insieme la tutela paesaggistica e archeologica con l’obiettivo, altrettanto fondamentale, di garantire il riutilizzo sociale di un bene confiscato alla criminalità organizzata.


L’ipotesi dell’abbattimento dell’immobile, motivata dalla presenza di vincoli legati all’area paesaggistica e archeologica di Siponto, appare oggi un esito difficile da comprendere e rappresenterebbe una scelta estremamente problematica. Demolire un bene confiscato significherebbe trasformare una conquista dello Stato in un’occasione mancata.


L’alternativa non può essere tra lasciare il bene nell’abbandono o procedere con la sua demolizione:
l’unica strada responsabile è continuare a lavorare per superare gli ostacoli esistenti e restituire Villa Rossana alla comunità, nel rispetto delle norme e delle condizioni di sicurezza.
In un territorio come il nostro, i beni confiscati non sono soltanto immobili: sono segni visibili della vittoria dello Stato sull’illegalità e opportunità concrete di sviluppo sociale per la comunità.
Manfredonia ha bisogno di questi luoghi.


Per questo l’impegno dell’Amministrazione comunale resta chiaro: fare tutto ciò che è possibile, nel confronto con tutte le istituzioni competenti, perché Villa Rossana possa diventare finalmente un bene vivo, utile alla comunità e simbolo della legalità.

Consigliera Comunale Michelina Quitadamo

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