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L’Oasi Lago Salso brucia: il silenzio è complicità

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L’Oasi Lago Salso brucia: il silenzio è complicità

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L’Oasi Lago Salso brucia: il silenzio è complicità

Il grave incendio che ha colpito l’Oasi Lago Salso non può essere considerato una semplice fatalità, ma rappresenta l’ennesima ferita inferta alla natura, alla biodiversità e all’intero territorio di Manfredonia. Di fronte a un simile disastro, la comunità non ha bisogno di celebrazioni, passerelle o dichiarazioni di circostanza, ma di consapevolezza, verità e assunzione di responsabilità.

Fare squadra, oggi, significa avere il coraggio di denunciare quanto accaduto, rompere il silenzio e chiedere interventi concreti. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare chi vive e custodisce quotidianamente il territorio, abbandonando i proclami e avvicinandosi con maggiore umiltà alle reali esigenze della comunità. Questo è il momento degli incontri aperti, della partecipazione dei cittadini e di una mobilitazione autentica in difesa dell’ambiente.

Le scarpe esposte, rudi, pesanti e segnate dalla fatica, diventano il simbolo di questa protesta. Non sono scarpe da passerella, ma calzature che richiamano il lavoro e i sacrifici della gente della terra. Sono state dipinte di rosso perché il rosso è il colore del sangue, della violenza ambientale e sociale subita dal territorio, ma anche della rabbia di chi continua a coltivarlo, proteggerlo e amarlo nonostante l’abbandono e l’indifferenza.

Le fiamme non si sono fermate ai confini della riserva naturale. Hanno distrutto vegetazione, nidi, habitat e biodiversità, ma hanno anche colpito i sistemi di irrigazione, le attività agricole, i sacrifici economici e il futuro delle persone che vivono nei territori circostanti. Chi era presente è stato lasciato solo davanti al fuoco, solo nel tentativo di limitare i danni e solo nel momento in cui è stato necessario contare le perdite.

Queste scarpe raccontano, quindi, una doppia violenza: quella commessa contro una natura devastata dall’uomo e quella dell’indifferenza nei confronti di chi protegge la terra con il proprio lavoro. I riflettori si accendono spesso soltanto quando l’incendio raggiunge un’area protetta, mentre resta nell’ombra la solitudine quotidiana di agricoltori, cittadini e custodi del territorio, costretti a confrontarsi con l’abbandono e con la minaccia della criminalità legata agli incendi dolosi.

Le scarpe rosse assumono così un significato più ampio. Pur conservando il loro forte richiamo alla violenza, diventano il simbolo di una terra violata, di una comunità ferita e di una protesta garbata ma inflessibile. Sono un monito rivolto a chi conosce le dinamiche degli incendi, a chi governa e a chi avrebbe il dovere di prevenire, controllare e intervenire.

La terra non è soltanto un paesaggio da osservare o fotografare, ma è la spina dorsale della vita, dell’identità e dell’economia di una comunità. Difendere l’Oasi Lago Salso significa difendere Manfredonia, la biodiversità, il lavoro e il futuro delle prossime generazioni.

Per questo non possiamo restare in silenzio. La cultura è anche difesa del paesaggio, della memoria e dei luoghi. Queste scarpe calpestano simbolicamente il silenzio e chiedono con forza cura, protezione e giustizia.


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Avv. Michela D’Onofrio