Natura

Lndc: “Foggia, cani da caccia in pessime condizioni”

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FOGGIA, CANI DA CACCIA IN PESSIME CONDIZIONI

LNDC ANIMAL PROTECTION SCRIVE ALLE ISTITUZIONI: “INTERVENGANO”

Il box, attenzionato dalle autorità già un paio di anni fa, è completamente coperto da teli che non consentono nemmeno un adeguato ricambio e passaggio dell’aria. Dai lamenti che giungono dall’interno, però, è certo che vi siano detenuti alcuni cani e LNDC Animal Protection ha chiesto a Carabinieri, Polizia Locale e ASL di intervenire per verificare le loro condizioni e adottare gli opportuni provvedimenti per salvaguardare il loro benessere

Foggia, 19 luglio 2023 – Nel centro urbano di Foggia c’è una situazione di degrado e maltrattamento che, a quanto pare, andrebbe avanti da tempo. Nel 2021, c’era stato un primo intervento da parte delle forze dell’ordine presso un capanno in cui erano stati trovati 11 cani da caccia in condizioni terribili, 4 dei quali erano già morti. Oggi, a distanza di due anni, nello stesso capanno sembra esserci nuovamente la stessa situazione: la “struttura” abusiva è completamente coperta da teli e dall’interno si sentono soltanto i lamenti di un numero imprecisato di cani. 

Appena siamo venuti a conoscenza di questa situazione abbiamo scritto una lettera (https://www.lndcanimalprotection.org/wp-content/uploads/2023/07/richiesta-intervento-urgente-per-verificare-le-condizioni-di-detenzione-di-alcuni-cani-detenuti-in-un-capanno-e-valutare-gli-opp.pdfal Comune di Foggia, alla ASL veterinaria e ai Carabinieri Forestali chiedendo un intervento urgente per verificare le condizioni dei cani costretti a vivere in quel box fatiscente e completamente chiuso, che non consente loro nemmeno di guardare all’esterno. Tra l’altro, con questo caldo, la presenza di quei teli intorno alla struttura sicuramente non consente una buona circolazione dell’aria e questo va ancora di più ad aggravare lo stato di salute di questi poveri animali”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. 

La detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura è punita dall’art. 727 del Codice Penale e in presenza di taluni elementi la condotta di chi detiene cani all’interno di gabbie di dimensioni anguste, in condizioni igienico sanitarie precarie con ricadute sulla loro integrità psicofisica, può costituire anche il reato di maltrattamento di animali previsto e punito dall’art. 544-ter del Codice Penale.

“Purtroppo non sorprende che i cani trovati lì nel 2021 fossero cani da caccia e con tutta probabilità sarà così ancora oggi. Per tantissimi cacciatori i cani non sono compagni di vita ma solo strumenti per portare avanti il loro “hobby” di crudeltà e morte. Del resto, chi si diverte a braccare e sparare ad animali innocenti non può certo avere una grande considerazione della vita degli altri e quindi si comporta così anche con i propri cani. Dal canto nostro, continueremo la nostra battaglia affinché le pene per chi maltratta e uccide gli animali vengano inasprite e continueremo a sensibilizzare tutta la cittadinanza contro la caccia, un orribile passatempo che miete migliaia di vittime innocenti ogni anno, animali e non”, conclude Rosati.

LINK ALLA LETTERA

https://www.lndcanimalprotection.org/wp-content/uploads/2023/07/richiesta-intervento-urgente-per-verificare-le-condizioni-di-detenzione-di-alcuni-cani-detenuti-in-un-capanno-e-valutare-gli-opp.pdf