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La fortuna di Valeria Parrella durante l’eruzione di Pompei

Valeria Parrella nel suo nuovo romanzo, “La fortuna” (Feltrinelli), racconta una storia immersa nel passato per raccontare il nostro presente. Le paure e il coraggio, i desideri e i timori sono al centro della storia di Lucio, un ragazzo che vive negli anni dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La scena è Pompei. Lucio, però, nasce durante il terremoto del 62 d.C. Una vita spianata, considerando che Lucio vive in un rango senatorio, ma che la Parrella complica. Fra la predestinazione scelta dal rango sociale e dalla famiglia si contrappone il desiderio: quello di una passione fortissima per il mare. Studierà a Roma e poi entrerà nella flotta di Plinio a Capo Miseno. Proprio questa scelta lo porterà verso Pompei, guardando l’eruzione dal mare e mostrando una sua tenacia rispetto alle cose da fare. 

In un romanzo toccante e intenso, Valeria Parrella con il suo stile inconfondibile racconta un protagonista che sceglie di scrivere il proprio destino, andando incontro alla sua fortuna. Per Lucio ci sono poche possibilità per vivere. “Del resto ci sono solo due modi di vivere: uno è avere sempre paura. Arrischiarsi il meno possibile, chiudersi in casa, fare sempre gli stessi movimenti, mangiare le stesse cose, incontrare le stesse persone, oppure proprio più nessuno. Assumere che il giorno faccia il giorno e la notte la notte. Ascoltare l’agguato dei malanni, quasi tendere loro l’orecchio: a ogni prurito, ogni morso della fame, ogni dolore.Oppure guardare verso la paura e dire: Mi fa paura quella cosa lì. Quel pezzo di vita. Quella scelta, quell’esercitazione che il maestro di retorica si aspetta da me, quella carica che vuole assegnarmi l’imperatore. Mi fa paura la strada che porta fuori dalle mura, i barbari asserragliati alle colline, il rumore nel mezzo della lotte di cui non so distinguere l’origine. Mi fa paura la donna che vorrei, perché la voglio. Ognuna di queste cose dice sempre la stessa cosa: ci ricorda che non siamo dei e che possiamo morire”.

La paura e il coraggio sono gli elementi più interessanti di questo romanzo che parla del passato guardando al tempo presente. Lucio, che sogna di andare per mare, ci insegna una cosa che abbiamo compreso molto bene nei periodi assediati dal covid. Non tutto è controllabile, non tutto è nella nostra disposizione. Allora c’è poco da fare. Bisogna tenere la barra dritta e sperare. Tutto il resto non ci appartiene. “Basta che la tieni quella barra, ragazzo, non devi fare altro. Cos’altro vuoi fare? Tu puoi solo tenere la barra, tutto il resto non ci appartiene. Decidono gli dei, il vento, il mare: mica tu”. 

Valeria Parrella presenterà il suo libro a Polignano a Mare il 6 luglio all’interno del festival “Il libro possibile”.

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