CinemaEventi Capitanata

Kevin Spacey a Mònde: «Puoi perdere nove anni di vita e carriera, l’importante è rialzarsi con grazia»

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Kevin Spacey a Mònde: «Puoi perdere nove anni di vita e carriera, l’importante è rialzarsi con grazia»

Una lunga standing ovation, l’abbraccio del pubblico e un discorso intenso, personale e profondamente emozionato. Kevin Spacey ha ricevuto ieri sera all’Arena Mònde, allestita nella Villa comunale di Foggia, l’Honorary Mònde Award 2026, il riconoscimento assegnato dal festival “Mònde – Festa del Cinema sui Cammini”.

A consegnargli il premio sono stati il direttore artistico Luciano Toriello e l’assessore della Regione Puglia Raffaele Piemontese, al termine di una serata che ha richiamato centinaia di persone e che resterà tra i momenti più significativi della nona edizione del festival.

Prima ancora di parlare di sé, Spacey ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale alla persona che gli è stata accanto negli anni più difficili della sua vita.

«Per prima cosa voglio dire che sono qui con me, stasera, Evan Lowenstein e sua moglie Lucy Lowenstein. Evan è il mio manager, il mio migliore amico nel mondo, un uomo di enorme curiosità e forza. Se non fosse stato con me, come ha fatto, in questi ultimi nove anni, non sarei qui stasera».

Parole che hanno immediatamente dato il tono a un intervento lontano dalla celebrazione e vicino invece alla riflessione sul fallimento, sulla resilienza e sulla capacità di ricominciare.

L’attore premio Oscar ha scelto di raccontare una storia che riguarda Roger Federer, uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi.

«Federer dice che nel tennis la perfezione è impossibile. Nei 1.526 game che ha disputato nella sua carriera, ne ha vinti circa l’80 per cento. Sapete quale percentuale di punti ha vinto? Solo il 54%».

Da quel dato apparentemente sorprendente, Spacey ha tratto una lezione che ha applicato alla propria esperienza umana e professionale.

«In altre parole, anche il giocatore di tennis più forte del mondo ha vinto poco più della metà dei punti che ha giocato. E Federer ha detto che quando perdi di media un punto su due, impari a non smarrirti per ogni punto perso, a non stare lì a pensarci. Ti devi costringere a dire: “Ok, ho fatto un doppio fallo”. “Ok, è solo un punto”. “Ok, la pallina è finita in rete”».

Da lì il passaggio più personale del discorso.

«Recitare, fare l’attore, mi ha dato tanti punti: ne ho persi e ne ho vinti. E mi ha dato tanti alti e bassi. Ma quello che ho imparato su di me è che sia i miei punti di forza che le mie debolezze sono gli elementi che mi portano avanti».

L’attore ha quindi allargato la riflessione a tutte le professioni e a tutte le persone presenti in in platea.

«Qualunque sia la vostra professione – che sia la recitazione, che sia la medicina, qualunque cosa sia – è ovvio che ci sono momenti in cui si perde e momenti in cui si va avanti».

Poi la frase che più di ogni altra ha colpito il pubblico dell’Arena Mònde, un riferimento diretto agli ultimi anni della sua vita.

«Puoi perdere un lavoro, puoi perdere anche nove anni di vita e di carriera. In questo momento della mia vita, quello che ho capito essere importante è rialzarsi con grazia».

Un concetto che ha legato al significato stesso del riconoscimento ricevuto a Foggia.

«E ho capito che essere qui davanti a voi, in questo momento, ricevere questo premio, dimostra che mi sono alzato con grazia».

L’ultima parola è stata semplicemente un ringraziamento, accolto da un nuovo, lungo applauso del pubblico.

«Grazie. È un incredibile piacere stare con voi su questo palco».

Per qualche minuto, sotto le luci dell’Arena Mònde, il festival dedicato ai cammini ha incrociato uno dei percorsi più complessi e discussi del cinema contemporaneo. E Spacey ha scelto di raccontarlo non attraverso il successo o la rivincita, ma attraverso una parola sola: grazia.