
Enrico Lo Verso, la passione per il teatro nata negli anni adolescenziali
C’è un momento preciso in cui nasce una storia d’amore con un’arte. Un instante in cui, grazie a qualcuno o a qualcosa, si comprende di avere un’innata passione il mondo artistico. Un innamoramento che può durare tutta la vita, come nel caso dell’attore Enrico Lo Verso. La sua scintilla con il teatro scatta in giovane età, grazie alla madre che gli trasmette l’interesse per il teatro greco. Dopo aver scoperto, forse un po’ per caso, il suo amore per l’arte scenica, inizia a frequentare diversi corsi di teatro. Sul palco si sente vivo e riesce ad esprimere le sue emozioni recondite. Nella sua immaginazione giovanile sogna di fare l’attore e vivere di e con quella passione per il palcoscenico.
Dal teatro al cinema
Impilando sogni, desideri e sacrifici, Lo Verso approda al Centro sperimentale di cinematografia e all’Istituto nazionale del dramma antico. Grazie a queste due esperienze formative, inizia a collaborare con diverse produzioni teatrali, mettendo in pratica ciò che immaginava negli anni adolescenziali.
Il ruolo sul grande schermo nel film Il ladro di bambini
Uno dei ruoli più intensi della carriera cinematografica di Enrico Lo Verso è sicuramente quello del carabiniere Antonio nel film Il ladro di bambini con la regia di Gianni Amelio. Un personaggio intenso che si muove in una storia drammatica, cercando di compiere la sua buona azione per rendere la vita di due bambini un po’ meno dolorosa. Antonio è un giovane uomo di legge, che sceglie di infrangere le regole, per seguire il suo istinto e provare a dare una nuova possibilità a due bambini, contro cui il destino sembra già essersi accanito abbastanza. I due ragazzini, infatti, sono stati allontanati dalla madre che, priva di mezzi economici sufficienti per sostenerli, ha deciso di avviare la figlia alla prostituzione. Grazie al suo spirito empatico, il personaggio di Lo Verso riesce in qualche modo a costruire con loro, seppur in modo utopico, una sorta di nucleo familiare.
Enrico Lo Verso al cinema con Ettore Scola
Nella sua lunga carriera cinematografica, Enrico Lo Verso ha avuto modo di lavorare con i più grandi registi della storia del cinema, fra cui Ettore Scola e Gianni Amelio. Nel 1993 torna sul grande schermo nella pellicola Mario, Maria e Mario, una storia fimata da Scola, in cui amore e politica si incrociano indissolubilmente. L’orientamento politico dei protagonisti crea dinamiche sentimentale inaspettate, distruggendo un legame duraturo e creare nuova un’intesa con un’altra persona. Nel film Lo Verso presta il volto a Mario Della Rocca, un giovane che riesce ad insinuarsi in rapporto di coppia già logorato dal tempo e delle incomprensioni.
Sul grande schermo con Gianni Avolio
Nel 1998 presta volto e voce a Giovanni nel film Così ridevano di Gianni Amelio. La pellicola affronta un tema molto delicato, mettendo in luce le difficoltà degli operai meridionali immigrati al nord in cerca di lavoro e fortuna. L’opera racconta gli anni del boom economico, portando in scena la Torino del benessere e della speranza. Giovanni è un giovane operaio, che ha interrotti gli studi e non ha più sogni. Tuttavia vede nel fratello minore Pietro la sua più grande forma di riscatto sociale. Il ragazzo cercherà in ogni modo di convincere il fratello a proseguire gli studi e a vedere nell’istruzione l’unico modo per migliore la propria posizione economica e sociale. I grandi slanci d’amore fraterno saranno in seguito ricambiati, proprio nel momento in cui sarà Giovanni ad aver bisogno di aiuto. Pietro, infatti, spinto dal senso di riconoscenza nei confronti del fratello, si assumerà la colpa di un omicidio compiuto dal consanguineo.


