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Incendio di Macchia, gli esiti del monitoraggio Arpa

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L’ARPA Puglia ha rimesso la relazione rispetto ai dati rilevati in occasione dell’incendio innescatosi nell’area industriale di Monte Sant’Angelo lo scorso 22 giugno, e che ha interessato un capannone con la presenza di rifiuti di origine plastica.

Lo scrive l’ex sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, su Facebook.


Si riportano le parti rilevanti della relazione ARPA:


Il monitoraggio e il rilievo delle polveri nel complesso e di altri composti chimici emessi a seguito della combustione dei rifiuti abbandonati fornisce un valore conoscitivo dell’episodio, e che oltre tale aspetto poco può produrre in termini di rimedi atti ad evitare ripercussioni di carattere ambientale e sanitario. Anche ordinanze urgenti e contingenti di chiusura degli infissi o raccomandazioni a non uscire di casa sono ritenute di scarsa efficacia, specie se considerate in uno scenario che quotidianamente, e soprattutto nel periodo estivo, si ripete in maniera incontrollata e diffusa, comprendendo sia la combustione di rifiuti che quella delle sterpaglie residue a fine ciclo nelle coltivazioni cereagricole o del pomodoro.

Unico vero intervento, difficilmente apprezzabile in termini quantitativi, è ritenuto quello della prevenzione e contrasto dell’innescarsi dei processi di combustione. Occorre, dunque, dotarsi di un “piano di intervento”, all’atto del ritrovamento di rifiuti abbandonati, che preveda velocemente il trasporto e conferimento degli stessi verso idonei impianti di trattamento o smaltimento evitando il successivo classico incendio.


Si è proceduto ad effettuare misure spot di particolato atmosferico come PM10 e COV (composti organici volatili), soprattutto lungo la direttrice di maggiore ricaduta dei fumi in direzione Sud- Ovest, rilevata verso la direzione del vicino centro commerciale “Leclerc” e quindi verso la zona abitata della Città di Manfredonia.


Oltre alle letture di PM10 e COV, è stato possibile installare ed avviare la stazione di campionamento dell’aria ad “Alto Volume” per il campionamento di sostanze inquinanti aerodisperse, in apposita area attrezzata dotata di alimentazione alla rete elettrica oltre che recintata e custodita da vigilanza privata notturna (area messa a disposizione dai rappresentanti locali della Eni Rewind presenti nei luoghi); il punto di posizionamento sottovento a circa 1,5 km in linea d’aria dall’incendio ed in zona interessata dalla ricaduta dei fumi.


Con l’attrezzatura mobile in dotazione, fotometro laser portatile Dust Trak per la misurazione di PM10 e rilevatore portatile Tiger per la misurazione dei COV, sono state eseguite misurazioni sia in zone di sottovento (aree ex Enichem a ridosso del centro commerciale “Leclerc e Città di Manfredonia) e sia in zone di sopravento (Località “Macchia” del Comune di Monte Sant’Angelo).


Nella mattinata del 23-6-2021, l’incendio a vista risultava spento e si procedeva ad effettuare ulteriori misurazioni spot di PM10 e COV, sia nella postazione 1 (Sotto incendio lato Sud-Ovest) e sia nella postazione 2 (Area Ex Enichem lato Sud-Ovest).

Esiti dell’attività svolta:

I rilievi strumentali del PM10, hanno restituito una situazione generalizzata di valori al di sopra del valore soglia, precisando però che trattasi sempre di valori di campo relativi a misure brevi e puntuali, rispetto a limite fissato dalla normativa a 50 μg/m3 (0,050 mg/m3) come media giornaliera nelle 24 ore.


Tali valori sono stati registrati sia in posizione di sottovento che in posizione di sopravento rispetto all’incendio, con dati pressoché similari in tutte le direzioni rispetto alla posizione dell’incendio; fattispecie che non ha permesso di comprendere il contributo netto di PM10 fornito dall’incendio; infatti da una successiva analisi dei valori di PM10 registrati dalla rete di centraline fisse di monitoraggio aria in continuo sul territorio regionale, nello specifico di quelle ubicate nei comuni di Monte Sant’Angelo e di Manfredonia, si evince che già a partire dal giorno 21/6/2021 nella zona vi erano dei superamenti ambientali di PM10: Pertanto, tale circostanza di superamenti generalizzati di PM10, dal giorno 21/6 fino al giorno 24/6, potrebbe aver interferito sulle misurazioni di campo eseguite, per via della contestuale particolare presenza di condizioni macro climatiche insistenti in dette giornate (presenza di pulviscolo desertico dalle zone de continente africano), coincidenti con l’evento incendio.


Nella relazione ARPA sono stati riportati i dati di qualità dell’aria registrati nelle stazioni di monitoraggio di qualità dell’aria attive a Manfredonia e Monte Sant’Angelo, in concomitanza dell’evento incidentale che ha interessato l’area Ex Enichem a Manfredonia nella giornata del 22 giugno.


Il PM10 ha superato il valore limite giornaliero di 50 ug/m3 in entrambi siti di monitoraggio. Tuttavia è da considerare il 22 giugno l’intera regione è stata interessata da un’intrusione di polveri sahariane con diffusi superamenti del citato limite.ù
La stazione Monte Sant’Angelo-Suolo Ciuffreda non ha risentito dell’evento incidentale, non trovandosi sottovento rispetto al sito dell’incendio.


Nella stazione Manfredonia-Via dei Mandorli, l’unico inquinante che ha avuto un incremento durante le ore dell’incendio è stato il benzene che, tra le ore 22 e le ore 23, ha superato la concentrazione di 5 ug/m3, valore limite annuale. Tale incremento potrebbe essere dovuto alla diffusione delle emissioni prodotte dall’incendio, nel regime di calma di vento instauratosi nelle ore serali.

Gli altri inquinanti invece si sono mantenuti molto di sotto ai valori limite previsti dalla normativa vigente.
Si evidenzia che ulteriori analisi sono in corso presso il Dipartimento specialistico del Dipartimento di Taranto il cui esito sarà trasmesso a completamento e ricevimento delle stesse.

Lo scrive Angelo Riccardi, su Facebook.

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