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Il Prof. Dottor Ufficiale Matteo Carpano

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Il Prof. Dottor Ufficiale Matteo CARPANO

A cura del Cavaliere Michelarcangelo SIMONE

Il Prof. Dottor Ufficiale Matteo CARPANO, microbiologo e parassitologo insigne, è tra gli uomini illustri che hanno onorato la nostra città, di cui nella villa comunale li è stato eretto un busto in bronzo, e merita di essere ricordato.

Matteo CARPANO nacque a Manfredonia il 23 novembre 1874 e morì a Roma il 30 ottobre 1952.

Si laureò in medicina veterinaria e ben presto divenne libero docente in Igiene e Polizia Sanitaria. Era Ufficiale in servizio permanete effettivo.

I suoi studi, tutti legati alla microbiologia, Parassitologia, Patologia Comparata e Patologia Tropicale, anno portato un grande contributo al mondo e alla scienza. La sua raccolta è opera altamente grandiosa nel campo scientifico perché ricca di ben 112 pubblicazioni tradotte in diverse lingue e apparse su riviste italiane, francesi, tedesche ed egiziane. La “Rivista di Parassitologia” lo ebbe come suo instancabile e apprezzato collaboratore.

Si meritò un grande attestato di benemerenza in campo scientifico con la scoperta di un nuovo genere parassitario e di una nuova specie, l’Aegyptianella pullorum. Fu Direttore del laboratorio Batteriologico Veterinario Militare di Roma dal 1911 al 1928. L’Aula di questo laboratorio è intitolato a suo nome.

Tra i suoi collaboratori merita maggior menzione il prof. Gaetano CONTI. Matteo Carpano fu maestro indiscusso e con la sua morte la Microbiologia, la Parassitologia e la Patologia Tropicale perdettero uno dei migliori studiosi. 

Si classificò primo al concorso per Ufficiali effettivo Veterinario Militare, raggiungendo in quel Corpo il massimo grado.

Trascorse in laboratorio la vita militare e le sue scoperte scientifiche ebbero inizio in Eritrea nel 1903. Fu tra i fondatori e poi tra i collaboratori più attivi dell’Istituto Siero-Vaccinogeno creato dal Governo Italiano per la lotta contro le malattie infettive del bestiame e specialmente contro la peste bovina. Il Governatore della Colonia, Ferdinando MARTINI, lo stimò il più valido dei suo collaboratori. In questo periodo, nel bassopiano eritreo, contrasse l’infezione malarica ed anche la dissenteria amebica, ma tali mali non lo allontanarono dagli studi, anzi gli dettero modo di studiare su se la evoluzione dei relativi agenti patogeni. 

In Asmara sposò la compagna della sua vita e nel 1911 rientrò in Italia, dove conseguì  la libera docenza in Igiene e Polizia Sanitaria. Poco tempo dopo fu eletto Direttore e tale rimase fino al 1928. Fu mandato dal Governo in Cirenaica per studiare una infezione dei bovini che identificò come una varietà della febbre della costa, sostenuta da “Theileria annulata”. Collaborò ai volumi della grandiosa Opera dell’Enciclopedia Italiana “G. Treccani” e nel 1927 vinceva il concorso internazionale per Batteriologo e Patologo Capo e Direttore dei Servizi Veterinari presso il Governo Egiziano. 

Nel 1928 andò al Cairo per rimanere dieci anni. Qui studiò il bacillo del carbonchio ematico negli uccelli e il corinebatterio del cammello. Partecipò a Congressi Internazionali e a Pretoria, nel 1929, dette prova del suo sapere e valido contributo. Nel 1938 rientrò in Italia ma fu destinato subito in Albania perché richiesto da quel Governo per istituire e dirigere il servizio veterinario. In Albania perdette la sua cara compagna, il materiale scientifico e le macchine microfotografiche e fotografiche costruite da lui stesso.

Negli ultimi anni si ritirò a Roma, confortato dall’amore delle due figlie e dei nipoti e si versò negli studi della patologia comparata. Spirito elevato e pieno di bontà, fu da tutti amato ed ebbe perciò solo amici e ammiratori non solo in Italia ma anche all’estero. Riuscì a individuare una infezione dei polli in un piroplasma da lui denominato “ Aegyptianella pullorum” Carpano 1929. 

Manfredonia gli ha eretto un busto in bronzo nella Villa Comunale, opera dello scultore sanseverese Prof. Luigi SCHINGO.

Quando ero ancora bambino, giocando in villa, vidi per la prima volta questo busto, e non sapevo nemmeno chi fosse o meglio a chi appartenesse il nome di questo grande sipontino doc . Con il passare degli anni mi resi conto che questa signore è stato unuomo di storia, di scienza e coscienza, che ci ha dato lustro nell’Italia intera e in Europa.

Con questo articolo, prego vivamente i manfredoniani di dare importanza a questa persona che ha dato molto lustro alla nostra città, il busto che è in villa appartiene alla storia.

                                                                                 Cav. Michelarcangelo SIMONE