
Sono in corso le riprese del film “La Meraviglia del Mondo”, dedicato alla figura di Federico II di Svevia e interpretato da Riccardo Scamarcio, rappresenta senza dubbio un traguardo prestigioso per la Puglia. Riportare sul grande schermo la vita dello Stupor Mundi significa accendere i riflettori su una delle figure più straordinarie, complesse e moderne della storia europea, offrendo al nostro territorio un’inestimabile vetrina internazionale.
Dalle informazioni diffuse, il film – sostenuto da Rai Cinema, Ministero della Cultura e Apulia Film Commission – si snoderà attraverso location di indubbio fascino: Castel del Monte, Bari, Andria, Barletta, Molfetta e Carovigno, estendendosi fino ai siti federiciani lucani di Melfi e Lagopesole.
Tuttavia, scorrendo questo elenco, emerge un’assenza che non può passare inosservata a chi conosce la storia del sovrano svevo: la totale esclusione della Capitanata e del Tavoliere delle Puglie.
Il Cuore Dimenticato dell’Impero Federiciano
L’esclusione della provincia di Foggia dal racconto cinematografico dedicato a Federico II appare storicamente paradossale. Se Castel del Monte è il simbolo architettonico ed esoterico del suo potere, la Capitanata è stata la vera e propria sala macchine del suo Impero, nonché il luogo dei suoi affetti più intimi, delle sue più ardite sperimentazioni politiche e, infine, della sua morte.
Si attribuisce allo stesso Imperatore una celebre frase che racchiude l’essenza del suo legame con questa terra:
«Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui.»
La storia ci consegna fatti inequivocabili sul ruolo centrale di questo territorio:
- Foggia, la Sede Imperiale: Non una semplice tappa, ma una vera e propria capitale alternativa. A Foggia, Federico fece erigere un magnifico Palatium (di cui oggi sopravvive un archivolto inglobato nel Museo Civico), rendendo la città il fulcro politico e amministrativo del suo regno. Qui convocò parlamenti e gestì le sorti di un impero che andava dalla Germania alla Sicilia.
- L’esperimento di Lucera (Lucera Saracenorum): Dopo aver domato le ribellioni islamiche in Sicilia, Federico deportò a Lucera decine di migliaia di musulmani. Invece di annientarli, garantì loro libertà di culto e autonomia, creando una colonia saracena fedelissima alla Corona che gli fornì arcieri formidabili e artigiani esperti. Un esperimento di tolleranza e calcolo politico unico nel Medioevo.
- L’ultimo respiro a Castel Fiorentino: Fu proprio in terra di Capitanata, nell’antico borgo di Castel Fiorentino (oggi nel territorio di Torremaggiore), che si compì il destino dell’Imperatore nel dicembre del 1250, avverando la profezia secondo cui sarebbe morto “sotto un fiore”.
- L’eredità di Manfredonia e Torre Alemanna: Il legame continuò con suo figlio Manfredi, fondatore di Manfredonia, e con la fitta rete di masserie fortificate come Torre Alemanna, snodi cruciali di un sistema economico e agricolo avanzatissimo per l’epoca.
- La sua amante ed il Castello di Monte Sant’Angelo. L’amante più celebre e importante di Federico II di Svevia fu Bianca Lancia. Nobile piemontese, fu l’unico vero grande amore dell’imperatore, da cui ebbe tre figli tra cui il futuro re di Sicilia Manfredi. La loro relazione fu una delle più passionali e travagliate del Medioevo, Federico fu talmente possessivo nei suoi confronti da rinchiuderla, secondo la leggenda, in una torre (spesso associata al Castello di Monte Sant’Angelo)
Dall’Assenza Cinematografica ad una nuova proposta
“Ribadire questa verità storica non vuole essere una sterile critica campanilistica al progetto cinematografico, che resta un’operazione culturale ed economica di grandissimo valore.” Lo scrive Antonio De Sabato consigliere comunale di Foggia, “Al contrario, questa lacuna può e deve trasformarsi nella scintilla per una riflessione più ampia e ambiziosa sul ruolo del Tavoliere nelle strategie turistiche e culturali della Regione Puglia.” È per questo che si rende necessaria un’interlocuzione costruttiva con le istituzioni regionali, a partire dall’Assessora al Turismo Graziamaria Starace, che ha da sempre mostrato sensibilità verso la tutela delle identità territoriali.
Sarebbe quantomeno utile promuovere un momento di approfondimento istituzionale per analizzare le dinamiche che guidano la selezione delle narrazioni audiovisive sostenute con fondi pubblici, ma, soprattutto, per rilanciare la palla in avanti con un progetto sistemico.
La sfida: Il paesaggio culturale Federiciano Patrimonio UNESCO
Se il cinema per ora ci esclude, il territorio deve sapersi imporre sulla scena globale con una visione più grande. Da questa riflessione può nascere un obiettivo storico: La proposta di De Sabato, la candidatura del “Paesaggio Culturale Federiciano del Tavoliere delle Puglie” a Patrimonio Mondiale UNESCO. Un dossier di candidatura capace di mettere in rete un patrimonio diffuso e inestimabile, che includa: Il tracciato storico e architettonico tra Foggia, Lucera e Castel Fiorentino, gli insediamenti produttivi e religiosi unici come Torre Alemanna. L’eredità urbanistica di Manfredonia, Le leggende legate a Monte Sant’Angelo, Il secolare sistema dei Tratturi, le autostrade verdi della transumanza che si intrecciarono con l’economia voluta dagli Svevi. Il vasto paesaggio agrario del Tavoliere, modellato e razionalizzato proprio dalla visione economica dell’Imperatore.
Se oggi un grande film ci restituisce l’immagine di una Capitanata apparentemente slegata dalla narrazione dello Stupor Mundi, è arrivato il momento di trasformare questa distrazione in un’opportunità. Non si tratta di elemosinare spazio in un’inquadratura, ma di restituire a questo territorio il peso storico che gli appartiene di diritto.Un progetto UNESCO non sarebbe solo un risarcimento morale, ma uno straordinario volano di sviluppo economico, turistico e identitario, capace di dimostrare che il cuore dell’Impero di Federico II batte ancora forte nella piana di Puglia. Conclude De Sabato.


