Storia

Il 29 gennaio 1657 un terremoto forte sul Gargano

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Il 29 gennaio 1657 un terremoto forte sul Gargano

La notte del 29 gennaio 1657 un forte terremoto colpì l’area garganica: danni gravissimi si ebbero a Lesina, oltre che ad Apricena, Monte Sant’Angelo, San Severo e Torremaggiore. La scossa fu avvertita anche a Vasto e a Napoli.

TERREMOTO SUL GARGANO, LE MEMORIE DELL’EPOCA

La fonte del catalogo PFG è Baratta (1901), che segnala un terremoto che “fece varii danni a Lesina” nel gennaio 1657.

La sua fonte è in questo caso la compilazione storico-medica Annali delle epidemie occorse in Italia (Corradi, 1865-1894), integrata in appendice con un riferimento al Bollettino Mensuale di Moncalieri (1880-1906: s. 2, vol. 12, marzo 1883: pp. 80-81), da cui risulterebbe l’avvertimento dello stesso terremoto a Vico Garganico, dove “per i frequenti scuotimenti la popolazione dormiva in quel tempo nelle baracche”.

In merito a questo terremoto, Baratta (1901) esprime il dubbio che possa trattarsi di una duplicazione di un precedente terremoto garganico da lui segnalato il 17 ottobre 1656 in base a storie locali non coeve (Sarnelli, 1680; Gervasio, 1871). In realtà l’analisi della fonte originale citata da Corradi (1865-1894) porta a concludere il contrario: il terremoto del 1657 risulta ampiamente attestato da fonti coeve e più significativo di quello del 17 ottobre 1656, per cui si ha notizia solo dell’avvertimento di una scossa in area genericamente garganica in base a fonti leggermente più tarde (Cavaglieri, 1680; Sarnelli, 1680).

“Il terremoto che accennai a V[ostra] S[ignoria] essersi fatto sentire molto horribile in questa
Città, ho di poi ritratto che nella Puglia piana fece danni grandissimi, et in particolare a S. Severo, Torremaggiore, Casal Maggiore [Apricena] e tutto il Monte S. Angelo, con haver di più desolato in tutto la Città di Lesina”.

L’elenco di località danneggiate fornito dal console fiorentino trova discreto riscontro in quello di una fonte più tarda ma di ambiente pugliese (Cavaglieri, 1680) che nomina “Civitatem S. Severi, Oppidaque Sancti Nicandri, & S. Pauli cum Civitate, Luceriae, ac Lesinae”, anche se secondo questa fonte, la data dell’evento principale di questa sequenza sismica sarebbe stato l’1/2 febbraio, invece che il 29 gennaio.

L’analisi di fonti giornalistiche coeve, gli “avvisi” manoscritti di Napoli, Roma e Bologna (ASMo, 1657: c.1; ASV, 1657a: c. 75; ASV, 1957b: cc. 188-189) conferma il quadro complessivo già delineato, attestando la prosecuzione di scosse in Puglia almeno fino al 23/24 febbraio, quando una scossa avvertita a
Napoli fu interpretata come risentimento della sequenza garganica in corso.

Complessivamente il terremoto appare decisamente più significativo di quanto non sembrasse in precedenza, pur permanendo alcune incertezze nella datazione e nella definizione degli effetti.

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