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Giovanni Ognissanti: “La storia non si dimentica”

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LA STORIA NON SI DIMENTICA
Crediamo che il Manfredonia sia una delle squadre con tanti appassionati in giro per la penisola.
Ricordiamo di aver visto tifosi sipontini a Ravenna, Lucca, Sesto San Giovanni, Roma, Venezia, Padova. Erano li, in Tribuna, con le sciarpe: avevano lasciato le rive del golfo per studio o per lavoro, ma non avevano dimenticato la loro passione.


Il Manfredonia (non il Donia, perché questa parola nel nostro gergo calcistico non esiste… è una forzatura!) ha una storia e una tradizione da far invidia, tant’è che non è stata mai condannata per un illecito sportivo, anche se molte volte “qualcuno”, “aia iaiai”, c’ha provato a farci cadere nella trappola.
Ma detto questo, la nostra semplice e genuina squadra (non abbiamo il patriziato nè dell’alto e nemmeno del basso Tavoliere, per non parlare del centro perché si farebbe un sacrilegio), pur se dipanata, per la maggior parte delle stagioni, tra dilettanti e semi professionisti, con qualche sprazzo nella terza serie, ha sempre visto atleti, tecnici, dirigenti di tutto rispetto, e tra questi vorremmo citare Aldo Totaro, Aldo Pizzigallo, Ciro Nasuto.


Abbiamo visto fior di calciatori vestire con dignità la maglia bianco azzurra, anche in tempi di “vacche magre”, Francesco Saverio Castriotta docet.


E come non dimenticare l’abnegazione di Nico Mangano, Ivan Romito, Antonio La Porta, Roberto de Giosa, Matteo Stoppiello, Omar Joof (che ci ha rimesso uno zigomo) nell’ultimo campionato di Serie D (2017-18).


Abbiamo visto Pasquale Trotta lottare “vis a vis” contro “esseri immondi cumuli di monnezza” a bordo campo in 1ª Categoria.


Abbiamo visto sputare sangue e veleno, nell’Eccellenza pugliese 1998/99 da Miki D’Ambrosio, Francesco Cannarozzi, Matteo D’Arienzo, Giandomenico Miucci, Alessandro Facciorusso.
Ma la memoria dalle nostre parti è sorda all’intenzion dell’arte!.


E come non dimenticare l’impresa di Franco Cinque che portò i sipontini dall’Eccellenza in Serie D nel campionato 2012/13, è stato l’unico allenatore di Manfredonia a far salire la squadra della propria città in IV Serie, (ci riuscì pure Pompeo La Torre nel 1949/50, ma allora si trattava di un campionato regionale e riguardava la Libertas, la squadra della Democrazia Cristiana).


A Manfredonia abbiamo una storia, abbiamo dei ricordi, solidi e circoscritti (e siamo pure riconoscenti), che non ci fanno dimenticare (presumibilmente alla maggior parte dei tifosi), chi si è speso, si spende e si spenderà per la causa sipontina.


Noi romantici del calcio sappiamo che Franco Cinque è un figlio del nostro mare, la sua ascendenza è quella del vicolo delle Orfanelle, dietro la chiesa della Stella, sulla via del porto, dove i suoi genitori Matteo e Siponta, lo hanno accompagnato nel percorso per divenire Uomo con la U maiuscola.
Franco Cinque è cresciuto calcisticamente nella Salvemini (altra squadra sipontina), una fucina di atleti, ma soprattutto di gente responsabile e seria. Poi ha intrapreso la carriera di trainer facendo bene a Vieste, con un calcio veloce e concreto. Gli stessi principi applicati al Miramare. Onesto, intellettualmente, non ha fatto sconti a nessuno, nemmeno quando poteva inserire suo nipote.
Egli, alla guida dei delfini, è arrivato il 04/09/2011, Manfredonia-Copertino 2 a 0, reti di Rocco Quaresimale e Mauro De Rita.


Franco è uno degli allenatori con più presenze sulla panchina biancoazzurra, e in occasione dei 90 anni, ci permettiamo di fare un invito a chi “sigge” sulle “segge” delle “logge” domenicane (calcio e politica sono una dicotomia, e da noi l’abbinamento è stato a volte spurio), che sarebbe opportuno in occasione dei 90 anni dalla nascita del football organizzato, intitolare qualche strada, presso le nuove lottizzazioni, ai benemeriti dello sport pedatorio (la consulenza è gratuita e sapete come contattarci).


Ritorniamo così nei ranghi, ringraziando chi ci ha omaggiato su Facebook qualche giorno fà (Antonio, Michele, Lino, Giacomo, Pasquale, Nardino e tanti altri), e sottolineando e precisando che chi vi sta scrivendo non è uno “storico”, ma – come ci ha definito, in maniera eccellente, l’amico fraterno Antonio – un semplice “narratore”… Pasquale: siamo sempre a disposizione!.


Di “se dicenti” storici a Manfredonia ce ne sono tanti, uuhhh a iosa, ma specialmente con uno vorremmo complimentarci (il nostro Buster Keaton, senza alcun riferimento al grande attore), per il suo magnifico “lavoro” plurisecolare, il migliore di tutti… e cioè il grande “quaquaraquà”! (71, si leggesse la smorfia).

Giovanni Ognissanti

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Redazione

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