Politica Manfredonia

Forza Manfredonia: “Giù le mani dal Fronte Mare”

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GIU’ LE MANI DAL FRONTE MARE! Manfredonia non ha bisogno di nuove cubature, ma di verità!

​Ho letto con attenzione la narrazione poetica con cui ci viene presentato il nuovo adeguamento del Piano Regolatore Generale al Piano Paesaggistico Regionale (PPTR).

Si parla di “città più compatta”, “mobilità lenta”, “patto città-campagna” e persino del “sistema del ficodindieto”. Una bellissima operazione di verde urbano, ma la realtà politica e numerica ci dice un’altra cosa: “siamo davanti al gioco delle tre carte della lottizzazione”.

​Dietro i tecnicismi e le parole d’ordine della sostenibilità, si nascondono colate di cemento, spostando semplicemente i volumi da una parte all’altra della città.
E questo, Manfredonia non può più permetterselo.

Manfredonia si rimpicciolisce, perché continuate a costruire?

​Il progettista ammette che il vecchio PRG era stato disegnato per una città folle da 80.000 abitanti. Oggi Manfredonia non arriva a 54.000 ed è colpita, come tutta Italia da un calo demografico drammatico e inarrestabile. I giovani fuggono, le culle sono vuote, le case esistenti si svalutano e rimangono sfitte o abbandonate.
​In questo scenario, la risposta della politica non può essere lo “spostamento” dei comparti edificatori!
La risposta deve essere una sola: saldo zero. Non abbiamo bisogno di trasferire le cubature dai comparti CA6, CA7 e CA8 verso i comparti CA3, CA10 e CA11 per “densificare” la periferia.

Abbiamo bisogno di cancellarle.
Con una popolazione in netto calo, continuare a prevedere costruzioni, significa solo fare un favore a pochi speculatori, drogando un mercato immobiliare già saturo e condannando i proprietari delle vecchie case a vedere il valore dei propri sacrifici azzerato.

​Ci viene detto che si passa da un milione di metri quadrati a circa 600.000 metri quadrati di “possibile destinazione”. Dovremmo applaudire?

Ci state chiedendo di ringraziarvi perché cementificherete “solo” 60 ettari di terra invece di 100? La lezione dei comparti non è servita a niente?!
​Manfredonia sta ancora pagando sulla propria pelle il disastro urbanistico e sociale degli ultimi 30 anni, lo scempio dei comparti edilizi che ha ridotto la nostra periferia a un dormitorio senza servizi, senza identità, isolato dal resto della città.

Dire oggi che ” si concentrano le trasformazioni in ambiti più coerenti” significa voler fare esattamente lo stesso errore, ma più vicini al centro.

La storia recente di questa città vi condanna, le lottizzazioni selvagge hanno arricchito i soliti noti e impoverito le casse comunali, lasciandoci in dote quartieri fantasma e opere di urbanizzazione incomplete.

Una cosa dovete tenerre bene a mente! ​giù le mani dal ” fronte mare!”

​Le parole usate per il waterfront, il nostro fronte mare, sono le più pericolose. Si parla di “costruire una mediazione”, di “individuare aree di concentrazione edificatoria sul fronte mare urbano”.
​Tradotto dal linguaggio CRIPTICO degli urbanisti al cittadino comune, significa una cosa sola: lottizzare il mare!

Significa che laddove il PPTR mette vincoli rigidi e giustissimi di tutela, questa amministrazione cerca la scappatoia per concedere varianti e permettere nuove costruzioni “alle spalle dei margini edificati”.
Il mare e la costa di Manfredonia sono il nostro oro, la nostra unica vera risorsa turistica, ambientale e culturale. Non c’è nulla da mediare.

Sul fronte mare si demolisce il cemento degradato, si creano parchi, si libera la visuale. Non si “concentrano volumetrie”.
Noi con forza lotteremo per il ​blocco delle lottizzazioni e ci batterico per la Rigenerazione Vera!

​La nostra posizione politica è diametralmente opposta a quella dell’Assessore Mansueto e del suo consulente:
​Azzeramento dei Comparti residenziali non avviati e nessun trasferimento di volumetrie.
Se la città cala demograficamente, quelle aree agricole devono rimanere agricole o diventare parchi urbani. Le previsioni di crescita vanno cancellate, non delocalizzate.

​Consumo di suolo ZERO assoluto: La sfida del 2026 non è gestire il consumo di suolo, è fermarlo!
Proponiamo un ​Piano di Recupero del Patrimonio Esistente investendo risorse per ristrutturare, efficientare e ripopolare il centro storico e i comparti già esistenti, invece di allargare la macchia d’olio del cemento.
​Basta con la fame insaziabile di lottizzazione che ha devastato Manfredonia per tre decenni.
L’adeguamento al PPTR doveva essere l’occasione per chiedere scusa dei vecchi scempi e blindare il territorio. Per come ce lo presentate, è solo l’ennesimo tentativo di dare una mano di vernice verde alle solite, vecchie, colate di cemento.
​Noi ci opporremo in ogni sede. Manfredonia non è terra di conquista è ora di dire Basta!!
Il coordinatore
Avv. Michelangelo Basta