Politica Capitanata

Fallucchi precisa: “La norma sulla caccia è di buon senso, cosa c’entra la caccia in spiaggia?”

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Fallucchi precisa: “La norma sulla caccia è di buon senso, cosa c’entra la caccia in spiaggia?”

EMENDAMENTO 6.71: UNA NORMA DI BUON SENSO PER IL TERRITORIO, NON LA “CACCIA IN SPIAGGIA”

In questi giorni si è molto discusso dell’emendamento 6.71 da me presentato e approvato in Commissione. Come spesso accade, però, il dibattito si è concentrato più sugli slogan che sul contenuto reale della norma.

Desidero essere molto chiara: l’emendamento porta la mia firma e ne rivendico pienamente le finalità.

Da sempre sostengo il valore della caccia praticata nel rispetto delle leggi, delle regole e dell’ambiente. Allo stesso tempo, da garganica e da profonda conoscitrice del territorio della Capitanata, conosco bene il patrimonio naturalistico che abbiamo il dovere di tutelare: le nostre zone umide, le aree protette, le oasi di protezione, i siti di interesse comunitario, il patrimonio del Parco del Gargano e tutti gli ecosistemi che rendono unico questo territorio.

Proprio per questo trovo fuorviante la narrazione secondo cui l’emendamento consentirebbe la cosiddetta “caccia in spiaggia”.

L’emendamento 6.71 non autorizza la caccia sulle spiagge balneari e non elimina alcuna norma di sicurezza. Non modifica i vincoli esistenti, non interviene sulle aree protette e non mette in discussione le tutele ambientali previste dalla normativa nazionale ed europea.

L’obiettivo della norma è diverso.

L’emendamento evita che l’intero demanio marittimo venga escluso automaticamente dalla pianificazione faunistico-venatoria. Una scelta che avrebbe finito per trattare allo stesso modo realtà profondamente diverse tra loro.

Quando si parla di demanio marittimo, infatti, non si parla soltanto di arenili e stabilimenti balneari. Si parla anche di lagune, foci fluviali, zone umide costiere, valli da pesca e habitat naturali che necessitano di attività di gestione, monitoraggio e pianificazione.

Chi conosce la Capitanata sa bene quanto siano importanti aree come i laghi costieri, le zone umide e gli ambienti frequentati dall’avifauna migratoria. Sono luoghi che richiedono equilibrio, competenza e strumenti adeguati di gestione, non divieti generalizzati che non distinguono una spiaggia turistica da una laguna o da una zona umida.

La nostra provincia è inoltre caratterizzata dalla presenza di aziende faunistico-venatorie, aree di ripopolamento, oasi di protezione e numerosi istituti previsti dalla legge che dimostrano come tutela ambientale e gestione faunistica possano convivere nel rispetto delle regole.

A ciò si aggiunge una questione che agricoltori e amministratori locali conoscono molto bene: la crescente presenza dei cinghiali, con danni alle colture, rischi per la sicurezza stradale e problemi sempre più rilevanti per l’equilibrio del territorio.

Di fronte a queste sfide servono serietà, pianificazione e conoscenza diretta dei problemi.

È questa la filosofia che ha guidato il mio emendamento: garantire una gestione razionale del territorio, senza compromettere la sicurezza dei cittadini e senza arretrare di un millimetro sulla tutela dell’ambiente.

Continuerò a difendere con convinzione il mondo venatorio responsabile, gli agricoltori, gli allevatori e tutte quelle comunità che chiedono una gestione equilibrata della fauna selvatica, lontana dagli estremismi e vicina ai bisogni reali dei territori.

Anna Maria Fallucchi
Senatore della Repubblica Italiana

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