Dracula è sepolto a Napoli? Il mistero della tomba di Vlad III
Dracula è davvero sepolto a Napoli? La presunta tomba di Vlad III a Santa Maria la Nova torna al centro dell'attenzione.

Dracula riposa davvero a Napoli? È una delle teorie storiche più affascinanti degli ultimi anni. La teoria in questione nasce dall’ipotesi che Vlad III di Valacchia, il principe che ispirò il celebre personaggio di Bram Stoker, possa essere stato sepolto nel Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova. A lungo questa ricostruzione è stata alimentata dalla presenza di una misteriosa iscrizione incisa su un sepolcro. Un’epigrafe ritenuta da alcuni studiosi un possibile indizio a favore della tomba del sovrano romeno. Tuttavia, una nuova ricerca presentata nelle scorse settimane propone una lettura completamente diversa dell’epigrafe. Secondo gli autori dello studio, il testo sarebbe infatti una preghiera in ceco medievale. Qualcosa quindi priva di riferimenti a Vlad Tepes. Una conclusione che ridimensiona uno dei principali elementi a sostegno della teoria napoletana. Ad ogni modo, il dibattito non è ancora chiuso definitivamente. Ecco come è nata questa affascinante ipotesi e perché continua ancora oggi a far discutere storici e appassionati.
Perché si pensa che Dracula sia sepolto a Napoli
L’ipotesi che Vlad III di Valacchia, noto come Vlad l’Impalatore, sia sepolto a Napoli non è nuova. La teoria venne formulata nel 2014 da un gruppo di ricercatori italiani, affiancati da esperti dell’Università di Tallinn. La tesi nacque dopo alcuni studi su una tomba custodita nella cappella Turbolo del complesso di Santa Maria la Nova.
A incuriosire gli studiosi furono soprattutto alcune decorazioni inconsuete. Tra queste un grande drago, simbolo riconducibile all’Ordine del Drago, di cui faceva parte il padre di Vlad. Non mancarono, inoltre altri elementi iconografici ritenuti compatibili con la figura del principe valacco.
Secondo questa ricostruzione, Vlad III non avrebbe perso la vita in battaglia contro gli Ottomani, come sostiene la versione tradizionale della storia. I Turchi, invece, lo avrebbero catturato e successivamente liberato. Maria Balsa, presunta figlia di Vlad, avrebbe infatti pagato un riscatto che assicurò la libertà al padre.
Maria, nel frattempo, avrebbe trovato rifugio nel Regno di Napoli dopo che una nobile famiglia locale la adottò. Una volta giunto in Italia, il principe Vlad avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita a Napoli, dove sarebbe stato sepolto nella tomba appartenente al suocero della figlia, Matteo Ferrillo.
Una nuova ricerca ridimensiona la teoria della tomba di Dracula
Una nuova ricerca potrebbe mettere, tuttavia, in discussione la teoria di Dracula sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli.
Nel corso di una conferenza stampa ospitata al Museo Filangieri, i ricercatori Cosimo Palma dell’Università di Pisa e Louie Helm di RockstarResearch (USA) hanno presentato i risultati di un nuovo studio dedicato all’analisi crittografica della misteriosa iscrizione incisa sul sepolcro.
Secondo la ricerca, l’epigrafe non conterrebbe riferimenti a Vlad Tepes, bensì mostrerebbe forti corrispondenze linguistiche con il ceco medievale, utilizzato tra il XIV e il XVI secolo. Il testo sarebbe infatti una preghiera penitenziale, ricca di richiami al peccato, alla misericordia divina e alla salvezza dell’anima.
Questa interpretazione rappresenta un significativo cambio di prospettiva rispetto alle precedenti letture, che avevano visto nell’iscrizione una possibile conferma dell’ipotesi secondo cui Santa Maria la Nova custodirebbe le spoglie del celebre principe valacco. Pur non chiudendo definitivamente il dibattito sulla presunta sepoltura di Dracula a Napoli, il nuovo studio invita a rileggere l’epigrafe in un contesto religioso e liturgico, piuttosto che come un indizio legato alla figura di Vlad III.
In assenza di prove archeologiche o documentarie definitive, il mistero sulla sorte dell’Impalatore resta quindi aperto.
Conclusioni
A oggi non esistono prove definitive che dimostrino come Vlad III di Valacchia sia realmente sepolto a Napoli. Se negli ultimi anni la presunta tomba di Santa Maria la Nova aveva alimentato l’ipotesi grazie ad alcune interpretazioni dell’enigmatica iscrizione, i più recenti studi sembrano orientarsi verso una spiegazione diversa, più liturgica. Il dibattito resta comunque aperto e solo eventuali future indagini archeologiche, epigrafiche o genetiche potranno chiarire definitivamente il mistero. Fino ad allora, la storia di Dracula e della sua presunta sepoltura a Napoli continuerà a rappresentare un affascinante intreccio tra ricerca storica, interpretazioni scientifiche e leggenda.

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