Cultura e responsabilità, il chiarimento dell’arcivescovo Moscone: “Nessun rogo di libri, ma un richiamo alla coerenza”

Cultura e responsabilità, il chiarimento dell’arcivescovo Moscone: “Nessun rogo di libri, ma un richiamo alla coerenza”
Oltre la censura: la responsabilità della cultura secondo l’arcivescovo Moscone
In merito alle recenti polemiche riguardanti la partecipazione dello scrittore Eshkol Nevo al festival letterario Il Libro Possibile, in programma a luglio tra Polignano a Mare e Vieste, è opportuno precisare la natura dell’adesione dell’Arcivescovo Franco Moscone alla petizione.
La vicenda ha diviso l’opinione pubblica tra chi parla di censura e chi invece richiama una maggiore responsabilità etica da parte del mondo della cultura.
Una petizione, firmata da diverse realtà istituzionali e culturali, tra cui anche il nostro arcivescovo Franco Moscone, ha espresso perplessità sull’invito rivolto all’autore, ritenendo insufficiente la sua presa di posizione pubblica rispetto a quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. Per l’arcivescovo Moscone, però, non si tratta di censurare uno scrittore o di mettere al bando le sue opere. Il punto è un altro: quale ruolo deve avere oggi un intellettuale davanti a tragedie che coinvolgono migliaia di persone? Secondo l’arcivescovo, chi gode di una grande visibilità pubblica non può limitarsi al silenzio di fronte a situazioni che ritiene gravemente ingiuste.
«Il comunicato non chiede di “bruciare i libri” di Nevo o di impedirne la diffusione – precisa Moscone – ma invita a riflettere sull’opportunità di ospitarlo a un festival senza che abbia mai espresso una posizione chiara su quanto il governo israeliano sta compiendo». L’intento della protesta, spiega l’arcivescovo, è quello di sollecitare una presa di coscienza da parte di personalità influenti del mondo culturale. Per Moscone, la cultura non può essere neutrale davanti alla sofferenza e alle violazioni dei diritti umani: è chiamata a interrogare le coscienze e a dare voce alla verità.
La contestazione, quindi, non riguarda il valore letterario delle opere di Nevo, ma il significato di offrire una prestigiosa ribalta pubblica a chi, secondo i promotori dell’appello, non ha preso una posizione esplicita contro la tragedia in corso.


