Fede e religioneSan Giovanni Rotondo

Castriotta: “Padre Pio e la festa di San Giovanni Battista, e il suo saluto al mattino col fazzoletto dalla finestra”

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Castriotta: “Padre Pio e la festa di San Giovanni Battista, e il suo saluto al mattino col fazzoletto dalla finestra”

San Giovanni Rotondo – Oggi è festa di ricorrenza di san Giovanni Battista – col caldo estivo il Santo frate che usava – salutare  i fedeli da quella finestra, e spesso piangeva – quella era una finestra segnata da un cielo, è stata testimone di eventi straordinari, di mistiche ascensioni,di immane sofferenze, di quotidiani,singolarissimi“fatti di cuore”. 

Ha filtrato arcane luci di radiose aurore e ombre tenebrose di notti senza fine.

Guardava il mondo lontano… attorniato tra quegli alberi profumati di incenso e fiori…vicino a quella piccola finestra – con quel suo fazzoletto che asciugava  il pianto – quel frate Pio, al secolo Francesco Forgione, che con i favori di Dio ; ha toccato ogni  luogo in lungo e in largo , mentre con i suoi occhi ha parlato con il cielo intero. Padre Pio , in quegli anni difficili ,di quel grande vento di cambiamento, lui, il più grande essere che faceva rivivere l’anima – tra la terra della gente, che gli assorbiva quelle poche forze che gli rimanevano, fu cercato da tanti, la sua presenza era tra tutti, in ogni parte di moltissimi paesi.

E’ stato visto anche pur non muovendosi, da quelle mura grigie del Convento, sopra la piccola chiesetta, dove c’era e c’è quel crocifisso con il quale lui parlava, in silenzio in quei mattini lontani e deserti, da quel luogo sperduto abbandonato dell’epoca, quel posto che lo ha visto giovane, battere i piedi di sangue su quel pavimento di quei corridoi, lasciando impronte che ancora adesso portano ; ventate odorose nell’aria di quella che fu la sua sopravvivenza piena di carità nelle ventate calde di quasi fine giugno – dal profumato luogo di cuore.

Articolo di Claudio Castriotta

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Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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