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Caro carburanti nei piccoli comuni: Massimiliano e la sua Maja diventano il simbolo della battaglia

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CARO CARBURANTI NEI PICCOLI COMUNI: MASSIMILIANO ACCETTURO E LA SUA MAJA DIVENTANO IL SIMBOLO DELLA BATTAGLIA DELLE AREE INTERNE

Dal Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani l’investitura dopo il caso di Rocchetta Sant’Antonio: «Una provocazione che racconta un problema reale. Questa battaglia deve arrivare fino a Palazzo Chigi»

CASTELLUCCIO VALMAGGIORE (FG) – Da una provocazione nata in un piccolo comune dei Monti Dauni a una battaglia che vuole arrivare direttamente a Palazzo Chigi.

Dopo la vasta attenzione mediatica suscitata dalla storia di Massimiliano Accetturo, cittadino di Rocchetta Sant’Antonio che, davanti al costo ormai proibitivo dei carburanti, ha scelto simbolicamente di lasciare più spesso l’automobile e utilizzare la sua cavalla Maja per gli spostamenti e le commissioni quotidiane, il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani sceglie proprio Massimiliano e Maja come portavoce simbolici della battaglia contro il caro carburanti nelle aree interne e nei piccoli centri italiani.

Una storia che ha fatto sorridere, incuriosito e conquistato televisioni, giornali e social network, ma dietro la quale si nasconde una questione molto più seria.

Nei piccoli comuni italiani, infatti, il carburante rappresenta sempre più spesso un costo difficilmente sostenibile per famiglie, lavoratori e imprese. Le distanze sono maggiori, il trasporto pubblico è spesso insufficiente o inesistente e l’automobile non rappresenta una scelta, ma una necessità.

In molti territori delle aree interne, inoltre, i distributori di carburante sono pochi, quando non completamente assenti, costringendo i cittadini a percorrere chilometri anche solo per fare rifornimento. Dove invece le pompe sono presenti, la limitata concorrenza e i maggiori costi di gestione possono tradursi in prezzi sensibilmente più elevati rispetto alle grandi città e alle aree maggiormente servite.

Il caso di Rocchetta Sant’Antonio ne è diventato, in questi giorni, una fotografia emblematica. La stampa nazionale ha raccontato la scelta di Accetturo dopo aver rilevato nel distributore del paese prezzi superiori ai due euro al litro, trasformando Maja in un inconsapevole simbolo della protesta contro il caro carburante.

Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, che ha nella sede di Castelluccio Valmaggiore uno dei suoi punti di riferimento operativi e istituzionali e che da tempo porta avanti iniziative dedicate alla tutela della qualità della vita nei territori con meno di 5.000 abitanti, raccoglie ora quel messaggio e lo rilancia su scala nazionale.

Massimiliano Accetturo e Maja diventano così il volto di una battaglia che riguarda migliaia di cittadini italiani.

Non una semplice provocazione folkloristica, dunque, ma il simbolo di una condizione che accomuna molte comunità delle aree interne.

«Massimiliano, con un gesto semplice e provocatorio, ha acceso i riflettori su un problema che i cittadini dei piccoli comuni vivono ogni giorno. Maja ha fatto probabilmente più strada, mediaticamente, di tante nostre denunce degli ultimi anni. Per questo vogliamo che Massimiliano e la sua cavalla diventino simbolicamente i portavoce di questa battaglia», è il messaggio che arriva dal Coordinamento.

L’obiettivo è adesso trasformare l’attenzione delle ultime ore in una vertenza nazionale sul costo della mobilità nei piccoli comuni.

Il Coordinamento chiede al Governo l’apertura di un confronto specifico sulle condizioni delle aree interne, affinché venga riconosciuto un principio semplice: pagare il carburante di più proprio nei territori nei quali dell’automobile si può fare meno a meno rappresenta una doppia penalizzazione.

Chi vive in un piccolo comune spesso deve utilizzare un mezzo privato per raggiungere il posto di lavoro, un ospedale, una scuola, una stazione ferroviaria, un ufficio pubblico o semplicemente un supermercato. A questo si aggiungono distanze maggiori e servizi progressivamente più lontani.

Per queste ragioni il Coordinamento intende portare all’attenzione del Governo la necessità di studiare misure specifiche di compensazione per i residenti delle aree interne e dei piccoli comuni, insieme a interventi che favoriscano il mantenimento e la presenza dei distributori nei territori meno popolati.

Una battaglia che partirà simbolicamente proprio da Rocchetta Sant’Antonio e Castelluccio Valmaggiore, nel cuore dei Monti Dauni, ma che vuole coinvolgere sindaci, amministratori e comunità di tutta Italia.

E questa volta, ad accompagnarla, ci saranno anche Massimiliano e Maja.

Perché dietro l’immagine di un uomo che torna a muoversi a cavallo nel 2026 non c’è nostalgia del passato: c’è la richiesta, fortissima, di non costringere i piccoli comuni a tornare indietro.

Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani annuncia pertanto l’intenzione di portare la questione del caro carburanti nelle aree interne fino ai tavoli del Governo e a Palazzo Chigi, chiedendo un confronto istituzionale e misure concrete per impedire che vivere lontano dai grandi centri continui a significare pagare di più anche il diritto fondamentale alla mobilità.

Da Rocchetta Sant’Antonio parte una provocazione.
Dai piccoli comuni italiani può nascere una battaglia nazionale.