Canone Mercato Ittico, Riccardi: “Ancora da decidere, M5S legga gli atti”

Il Comune di Manfredonia deve pagare 568mila euro all’Autorità Portuale per il Mercato Ittico per decisione, a quanto pare, dei consiglieri pentastellati di Manfredonia con il beneplacito di un noto massone dedito al giornalismo. E già, perché seppure uno dei Consiglieri è avvocato e quindi avvezzo ad avere a che fare con ricorsi e giudizi, è comunque ancora poco pratico a distinguere una sentenza da un parere. E se così non fosse, allora, tocca dedurre che sia in malafede e che dia fuoco alle polveri per il puro gusto di gettare discredito nei confronti dell’Amministrazione.

Il parere della prima Sezione del Consiglio di Stato inerente il ricorso per il rinnovo della concessione demaniale del Mercato Ittico, infatti, è semplicemente un atto consultivo che declina la giurisdizione del Giudice Amministrativo in favore di quella del Giudice Ordinario. Tradotto in termini più semplici, il parere espresso non è una sentenza, ma semplicemente una demarcazione di competenze. La decisione finale del Presidente della Repubblica, inerente i canoni da corrispondere, allo stato attuale nessuno ancora la conosce. Pertanto, non è ancora possibile sapere se il canone sarà quello ordinario di 114.254,22 euro, come chiesto dall’Autorità Portuale, o se ricognitorio agevolato di 10.717,20 euro, come era disposto a versare il Comune di Manfredonia (tenuto conto che il Mercato veniva gestito dal Comune stesso ovvero da propri enti/società, senza scopi commerciali).

Pertanto, la questione della quantificazione del canone, potrà essere riproposta dinanzi al Tribunale Ordinario. Nel caso, comunque, sia sfuggito ai pentastellati, la somma di 10.717,20 euro è il canone concessorio provvisorio stabilito dal Commissario Straordinario della stessa Autorità Portuale con provvedimento del 10/04/2017. Dal momento che i 5 stelle parlano di incapacità degli Amministratori, mi chiedo se non sia più opportuno parlare di incapacità di chi, anche dovendolo fare per professione, non sa leggere gli atti.

Angelo Riccardi



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