Salute e Benessere

Caffè assolto ma con limiti: tre tazzine al giorno

Il processo simbolico a Milano assolve il caffè ma fissa un limite di tre tazzine al giorno. I medici si pronunciano su rischi e benefici della bevanda più amata dagli italiani.

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Il caffè è stato assolto, ma con una raccomandazione precisa. Nel “processo” simbolico celebrato ieri sera alla Fondazione Feltrinelli di Milano, presieduto dal presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, la bevanda più amata dagli italiani ha ottenuto l’assoluzione ai sensi dell’articolo 530 del codice di procedura penale. La sentenza, però, fissa un limite massimo di tre tazzine al giorno.

Milano capitale del caffè celebra la bevanda

Milano, dove si consumano ogni anno 800 milioni di tazzine su un totale di 35 miliardi in Italia, è stata teatro di un dibattimento promosso dall’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Il “processo al caffè” ha visto confrontarsi pubblico ministero, avvocati difensori, periti medici e testimoni esperti. Al termine della discussione, la Corte ha respinto il capo d’accusa di pericolo per la salute pubblica, ma ha sottolineato la necessità di un consumo moderato della bevanda.

La sentenza distingue tra caffeina e caffè

Nella motivazione della sentenza, il giudice ha evidenziato “la necessità di distinguere tra caffeina e caffè”, richiamando il principio secondo cui va evitato un consumo eccessivo. La soglia orientativa individuata è di non oltre tre tazzine di caffè italiano al giorno, in linea con i parametri minimi delle linee guida internazionali. È stata anche ribadita la differenza tra persone sane e persone con patologie cardiovascolari, neurologiche o disturbi del sonno, per le quali potrebbero essere necessarie ulteriori precauzioni.

Una tradizione che prosegue

Inscenare un processo per valutare rischi e benefici degli alimenti è ormai una tradizione per l’Ordine dei medici milanese, che in passato ha già messo alla sbarra latte, carne rossa, zucchero, sale e vino. “Abbiamo scelto ancora una volta di affrontare un tema molto concreto, che tocca tutti”, spiega il presidente Roberto Carlo Rossi. La sentenza ha quindi promosso il caffè, a patto di rispettare qualità e limiti di consumo quotidiano.

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