Asili nido, l’Italia resta indietro: mancano 150mila posti
I dati aggiornati confermano il divario tra Nord e Sud sui servizi per la prima infanzia. Solo il 28% dei bambini trova posto al nido pubblico.

L’emergenza asili nido in Italia torna sotto i riflettori. I dati diffusi oggi confermano che il Paese resta lontano dall’obiettivo europeo del 33% di copertura, con un divario drammatico tra le regioni settentrionali e quelle meridionali.
Il divario territoriale che penalizza il Sud
Le regioni del Nord superano ampiamente la soglia del 30% di copertura, mentre al Sud si fatica a raggiungere il 15%. In Calabria e Campania i posti disponibili negli asili nido pubblici coprono meno di un bambino su dieci. Questa disparità si traduce in minori opportunità per le famiglie e per lo sviluppo cognitivo dei più piccoli. Gli esperti sottolineano come l’accesso precoce ai servizi educativi sia fondamentale per ridurre le disuguaglianze sociali fin dalla nascita.
I fondi del Pnrr e i ritardi nell’attuazione
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha stanziato oltre 4 miliardi di euro per la costruzione di nuovi asili nido e scuole dell’infanzia. Tuttavia, molti comuni, soprattutto quelli più piccoli, faticano a presentare progetti e a rispettare le scadenze europee. Il rischio è quello di perdere fondi preziosi proprio nelle aree che ne avrebbero maggiore bisogno. Il governo ha annunciato misure di supporto tecnico per accelerare i cantieri in ritardo.
L’impatto sulle donne e sull’occupazione femminile
La carenza di posti al nido si riflette direttamente sul tasso di occupazione femminile, tra i più bassi d’Europa. Molte madri sono costrette a rinunciare al lavoro o a ridurre l’orario per accudire i figli in assenza di servizi. Gli economisti stimano che colmare il gap dei nidi potrebbe far crescere il Pil italiano di diversi punti percentuali, oltre a favorire un aumento della natalità già ai minimi storici.


