
Le palme di Manfredonia sono l’emblema della situazione attuale della nostra città. La loro sofferenza, la lenta ed inesorabile morte, sono il simbolo della fase storica che stiamo attraversando. Che la battaglia al punteruolo rosso, il parassita che le minaccia da tempo, fosse difficile, lo sapevamo. Eppure qui da noi il terribile coleottero non ha avuto vita facile, grazie ad un manipolo di operatori LSU che anni fa aveva sposato con amore questa sfida. Con l’arrivo dei commissari, purtroppo, c’è stato l’abbandono dei trattamenti alle palme, per ragioni non comprensibili, come molte cose che accadono nel palazzo.
Non comprensibile, ad esempio, è ancor di più la stravagante risposta giunta all’appello lanciato da CON Manfredonia, sostenuto da centinaia di cittadini, di provvedimenti più stringenti per limitare i contagi da Covid-19, fino ad ipotizzare la chiusura delle scuole. La leggerezza della risposta è disarmante, perché si sostiene non vi sia nessuna emergenza sanitaria e che il numero dei contagiati, ad oggi 543, o le 38 vittime sipontine di questa seconda ondata, oppure le strutture sanitarie oramai al collasso da tempo, con i malati gravi stipati nei pronto soccorsi degli ospedali della provincia di Foggia, siano il frutto della nostra immaginazione.
Sarebbe utile conoscere e rendere pubbliche le citate interlocuzioni con gli organi del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, così come sarebbe utile ricordare alla Commissione Straordinaria che è autorità sanitaria locale e dispone di particolari poteri che molti sindaci hanno saputo interpretare, senza l’annullamento dei provvedimenti da parte di nessun Tribunale Amministrativo. Tra l’atro la Commissione Straordinaria si contraddice, vista l’ordinanza n. 21/2020, emanata proprio in qualità di autorità sanitaria durante la prima ondata di Covid.
Qualche mio buon amico mi ha detto: “Credo sia il caso di smetterla di dare addosso a quei poveri commissari”. Premesso che sulla loro povertà avrei molti dubbi, visti i compensi e i rimborsi di cui godono, qui il problema non sono loro, ma quello che rappresentano o dovrebbero rappresentare: lo STATO.
Dopo anni di caccia alle streghe, di una politica rancorosa, e di diversi personaggi politici che hanno inquinato la comunità amministrativa con esposti, denunce e attacchi personali, lo Stato anziché venire a combattere il sistema criminale locale, ha operato una discutibile operazione di politica giudiziaria. Sarebbe stato utile, qualora ci fossero state le condizioni, arrestare e condannare i presunti amministratori inclini al potere mafioso. Invece, non avendo alcun elemento, si è preferito infarcire una relazione piena di grossolani errori, di inesattezze e false narrazioni, buttando fango e umiliando un’intera città. E tutto questo, mentre molti protagonisti delle vicende più nefande che hanno riguardato la politica sipontina si sono defilati, pur se chiamati in causa personalmente, senza un briciolo di dignità. Per i magistrati, ho dovuto pagare personalmente anche per i presunti rapporti di parentela o di amicizia di certi personaggi che oggi si sentono santi e al di sopra delle parti, come se il problema fossi io e non loro.
Lo Stato qui ha deciso di metterci la faccia, ha sostanzialmente sospeso la democrazia elettiva e ha mandato tre dei suoi funzionari. A noi cittadini di Manfredonia non può non interessare cos’hanno trovato e cosa stanno facendo: a noi lo Stato, per forza e autorevolezza, deve darci delle risposte, deve essere imparziale, deve essere presente, si deve occupare delle nostre ansie, delle nostre paure, del nostro futuro.
Invece, tra commissariamento prefettizio e commissione straordinaria, stiamo a circa 18 mesi di gestione amministrativa di cui si sa poco o nulla. Sì, perché Piscitelli e la Crea sono qui fin dall’inizio ed il risultato è inqualificabile da tutti i punti di vista. In tema di trasparenza, pur sollecitati, non danno riscontro alcuno o, nel migliore dei casi, forniscono risposte parziali; molti provvedimenti amministrativi sono adottati senza la pubblicazione di atti deliberativi; su molte progettualità del passato nulla è dato sapere, come ad esempio l’elisuperficie in zona industriale, il Treno tram, il Progetto Pesca, La casa della salute, la bonifica dell’ex sito Enichem, la riqualificazione urbana. Chi sta prendendo decisioni? E quali?
Ed ancora, come mai rischiamo di chiudere gli asili nido ed al titolare non viene consentito un incontro per evitare l’interruzione di questo importante servizio? Perché si decide di rimuovere l’amministratore di ASE senza spiegarne le ragioni? E su quali basi si sceglie il nuovo amministratore e con quale procedura? Ed ancora, perché in due occasioni il personale somministrato dalle società interinali all’ASE, al netto del personale ex mercato ittico, non è stato sorteggiato così come avveniva sempre ed alla luce del sole con la precedente amministrazione? Perché bisogna leggere attraverso i mezzi di stampa notizie che dovrebbero essere diffuse dalla sede municipale con i crismi istituzionali? Le questioni sono tante, troppe, ed è anche l’approccio che infastidisce.
Visto che ad oggi durante la gestione della Commissione Straordinaria non risulta essere stato fatto praticamente nulla e con molta probabilità chiederà una proroga, sarà mia cura avviare, sulla base di una relazione puntuale, una raccolta firme per chiedere il commissariamento dei commissari, per evidenti inadempienze.
Angelo Riccardi
Comunicato Stampa inviato alla Redazione


