Attualità Manfredonia

Ancora e ancora no all’installazione del megadeposito di 60 milioni di litri di GPL della società Energas

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Ancora e ancora NO all’installazione del megadeposito di 60 milioni di litri di GPL della società Energas

Oggi 15 aprile 2026 alle ore 15.00 si terra un incontro istituzionale sulla questione Energas arrivata ormai al suo capolinea e perciò noi esponenti delle associazioni che da 27 anni lottano incessantemente contro  tale deposito per l’occasione abbiamo elaborato nota inviata a mezzo pec a tutti i ministri e sottosegretari nonché al nostro Sindaco prof. Domenico La marca e al nostro Onorevole Avv. Giandiego Gatta.

Questo il testo:

Oggetto: richiesta di una scelta di giustizia verso la Comunità di Manfredonia, pronunciando un NO definitivo  al progetto di Installazione del deposito costiero di GPL Energas  a Manfredonia.

Illustrissima Presidente del Consiglio ed Onorevoli Ministri della Repubblica Italiana,  illustre Sottosegretario  Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dott. Alfredo Mantovano,

i sottoscrittori, in calce a codesta nota, si rivolgono alle SS. ILL. per chiedere l’attenzione sulla  richiesta in oggetto e ascoltare le argomentazioni e preoccupazioni di una comunità, che oggi  più che mai dovrebbero essere prese in considerazione per il nuovo e imprevedibile contesto geopolitico internazionale.

Come già di vostra conoscenza il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Dipartimento Energia, con nota del 20 febbraio 2026, ha rimesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il procedimento di autorizzazione alla realizzazione del deposito Energas a Manfredonia, “non avendo rilevato motivi ostativi all’insediamento”.

Questo nonostante le rilevanti obiezioni della Regione Puglia con nota degli uffici competenti e il pronunciamento dell’Avvocatura dello Stato espressosi a favore di un nuovo procedimento VIA, dopo la mancata intesa con la Regione Puglia e il Comune di Manfredonia.

Noi esponenti di numerose associazioni ambientaliste, socio culturali e di personalità del mondo della cultura e dell’imprenditoria di Manfredonia, abbiamo inviato il 14 gennaio 2026 una pec al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin ed ai vertici delle FF.AA. per chiedere una nuova VIA o un NO definitivo a tale installazione.

A tal fine abbiamo realizzato uno studio attento e rigoroso che evidenzia la minaccia concreta alla sicurezza rappresentata dal megadeposito di GPL da 60 milioni di litri, sia per il centro abitato di Manfredonia, sia per la Base Militare di Amendola che svolge funzione Nato, poiché è contiguo a entrambe.

Nella nostra nota sulla sicurezza (allegata alla presente) abbiamo dimostrato, con fatti, opinioni di studiosi e di un deputato degli Stati Uniti, che queste tipologie d’impianti, in caso di conflitti che coinvolgano l’Italia o di recrudescenza del terrorismo sono obiettivi altamente sensibili, perché si potrebbe ottenere il massimo effetto devastante con la cancellazione di ogni forma di vita e di infrastrutture anche per Km e km.

Pertanto, in un contesto di caos geopolitico come quello che stiamo vivendo, ciò non è da escludere. D’altra parte lo stesso Ministro Guido Crosetto, parlando della guerra Stati Uniti – Israele contro l’Iran, ha affermato recentemente: “l’Italia non rischia attacchi diretti, invece è il terrorismo il problema. Le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono centinaia.”

E non si venga a dire che proprio per la situazione internazionale occorre sacrificarsi per far fronte alla paventata crisi energetica, perché è quanto di più lontano dalla verità: Il GPL, si ricorda, non è  utilizzato per la produzione termoelettrica, come il gas naturale (Metano). La NON strategicità di questo deposito di GPL, combustibile funzionale a una ridotta area di consumi per riscaldamento in aree rurali e per autotrazione nei trasporti, è confermata dal fatto che il  suo  approvvigionamento è ampiamente soddisfatto in Italia da 9 infrastrutture di grossa taglia in altrettante aree industriali costiere e diversi impianti di raffinazione, per complessivi oltre 320.000 mc.

Appare perciò incomprensibile e incoerente, se non ad personam, quindi, l’inserimento di tale infrastruttura GPL nel Decreto cd “Semplificazioni bis” convertito con L.108 del 30.7.21 (allegato 1 bis, punto 3.2.5) tra le “Opere, impianti e infrastrutture necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)”.   Ci interroghiamo a questo punto a chi giova ciò.

Di qui la nostra decisa “non condivisione” della scelta del Ministero dell’Ambiente di non prendere in considerazione le argomentazioni e preoccupazioni degli scriventi oltre a quelle della Regione Puglia, perché non ci sarebbero, a suo dire, elementi di novità rispetto all’approvazione del progetto nel 2014, dall’allora ministro dell’Ambiente. Come è possibile affermare che non ci sono elementi di novità? … e la guerra Russia – Ucraina iniziata nel 2022 e non ancora conclusa? …e quella in atto USA/Israele contro l’Iran? Non sono anche questi tragici elementi di novità?

Come pure la rifunzionalizzazione del porto Alti Fondali, per una spesa di 120 milioni di euro, non è forse uno  spreco, giacché lo si consegna di fatto ad uso esclusivo di una società privata (Energas), in considerazione del numero di navi gasiere che vi approderanno?

Per questi e altri motivi tutti documentati nelle tante note inviate ai vari Ministeri,  Manfredonia non permetterà mai l’installazione del deposito Energas, giacché oltre a minacciare la sicurezza di noi cittadini, rappresenterebbe anche una sciagura per tutte le attività economiche della città:  il settore della pesca, il turismo balneare, naturalistico, archeologico, culturale ed enogastronomico, la diportistica, l’uso del porto alti fondali per i trasporti marittimi, i collegamenti con l’interporto di Foggia-Incoronata e tanto altro.

 Questa avversione della comunità di Manfredonia è stata messa in evidenza anche dall’Autorità Portuale nel recente documento autorizzativo per l’occupazione della banchina n° 5.

Contrarietà espressa con tante iniziative di lotta in 27 anni e anche da un voto referendario nel 2016 che ha detto “NO ENERGAS” con circa il 96% di voti contrari.

Perciò  rivendichiamo con forza il diritto inalienabile alla salute che la Costituzione garantisce all’art. 32 e il rispetto dell’art. 41, secondo il quale l’attività economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. In più chiediamo il sacrosanto riconoscimento della storica sentenza della Corte Europea Dei Diritti dell’Uomo che ha riconosciuto alla città di Manfredonia la violazione dell’art. 8 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo che recita: “ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e[…]” violazione riconosciuta per l’attività dell’ex EniChem svoltasi a poche centinaia di metri dall’abitato con spregio dell’ambiente e della salute delle persone.

Si allegano:

1) nota del 14 gennaio sulla sicurezza inviato ad autorità politiche e militari;

2) nota del 1 febbraio 2026 indirizzata al Ministro della Cultura.

Manfredonia 15 aprile 2026

PS questa nota è stata sottoscritta da 28 associazioni, da personalità della cultura, delle professioni e da titolari di attività rappresentative di tutte le categorie economiche

Promo Manfredi Ricevimenti