
Il bonus mamme lavoratrici 2026 cambia importo: la misura, confermata dalla Legge di Bilancio, passa da 40 a 60 euro al mese, una somma esentasse che non concorre alla formazione del reddito complessivo. Il contributo è erogato dall’INPS ed è destinato alle madri occupate che rispettano determinati requisiti familiari e reddituali.
Chi può richiedere il bonus mamme lavoratrici 2026
Il bonus spetta alle madri con un rapporto di lavoro attivo, a tempo determinato o indeterminato, oltre alle libere professioniste e alle lavoratrici autonome. È richiesto il possesso di almeno due figli, con il beneficio valido fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo. In alternativa, la misura si applica anche ai nuclei con tre o più figli, indipendentemente dall’età del minore.
Qual è la soglia ISEE per accedere al beneficio
Per ottenere il contributo è necessario un ISEE non superiore a 40.000 euro annui. Il limite riguarda l’intero nucleo familiare e viene verificato tramite la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presentata dalla richiedente. Un ISEE non aggiornato può comportare il mancato riconoscimento della misura o il calcolo di un importo ridotto.
Come si richiede il bonus mamme lavoratrici
La domanda si presenta attraverso il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un patronato o a un CAF per l’assistenza nella compilazione. Nella richiesta vanno indicati i dati del rapporto di lavoro, la composizione del nucleo familiare e l’ISEE in corso di validità. Una volta accettata, l’erogazione avviene mensilmente, senza necessità di rinnovare la domanda ogni anno, salvo variazioni nella situazione lavorativa o familiare.
Cosa cambia rispetto al 2025
Oltre all’aumento dell’importo mensile, la platea delle beneficiarie resta sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno. La principale novità riguarda quindi il valore del contributo, che passa dai precedenti 40 euro ai nuovi 60 euro mensili, un incremento del 50% pensato per sostenere il reddito delle famiglie con più figli a carico durante il percorso lavorativo delle madri.
Quando arriva il pagamento
L’accredito segue le tempistiche ordinarie dei pagamenti INPS, generalmente in coincidenza con lo stipendio per le lavoratrici dipendenti o secondo il calendario dei versamenti per le autonome. In caso di prima richiesta, i tempi di lavorazione della pratica possono comportare un accredito con lieve ritardo, salvo successivo conguaglio degli arretrati maturati dal momento della maturazione del diritto.
Per verificare lo stato della propria domanda è possibile consultare l’area riservata sul sito INPS, sezione “Prestazioni a sostegno del reddito”, oppure contattare il Contact Center al numero verde dedicato. Chi riscontra anomalie nell’importo accreditato può presentare una segnalazione tramite lo stesso portale o rivolgersi direttamente a un patronato per un controllo della pratica.


