San Giovanni Rotondo. Paziente affetta da grave forma di leucemia trapiantata col sangue cordonale donato da una giovane donna pugliese

Paziente affetta da grave forma di leucemia trapiantata col sangue cordonale donato da una giovane donna pugliese
- Una donazione avvenuta sedici anni fa, e bancata all’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, si è recentemente trasformata in una concreta opportunità di cura e di speranza
- Salgono così a 26 le unità salvavita cedute in tutto il mondo dalla Banca Cordonale della Regione Puglia per scopo di trapianto
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Nelle scorse settimane, la Banca Cordonale della Regione Puglia – attiva presso l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo – ha ceduto un’unità di sangue cordonale raccolta e conservata nel 2010 grazie al gesto di solidarietà di una giovane mamma. Il campione è stato utilizzato per un trapianto di cellule staminali emopoietiche su una paziente adulta, colpita da una grave forma di leucemia e ricoverata in un centro trapianti italiano.
Il sangue contenuto nel cordone ombelicale, recuperato al momento della nascita senza alcun rischio per la mamma e per il neonato, rappresenta una fonte straordinaria di cellule staminali emopoietiche. Esattamente come quelle donate attraverso il midollo osseo, queste cellule sono in grado di rigenerare il sistema sanguigno e vengono impiegate per curare gravi patologie come leucemie, linfomi e alcune malattie genetiche rare, tra cui la talassemia (anemia mediterranea).
Casa Sollievo della Sofferenza è una delle 18 Banche Pubbliche di Sangue Cordonale attive in Italia. La struttura centralizza e custodisce tutte le unità raccolte nei 15 reparti di Ostetricia e Ginecologia della rete ospedaliera pugliese autorizzati alla raccolta operando all’interno del network nazionale ITCBN, Italian Cord Blood Network, per garantire i massimi standard internazionali di qualità e sicurezza.
Il percorso che va dalla donazione alla conservazione è rigorosissimo. Per essere considerata idonea al trapianto, ogni unità viene analizzata per escludere malattie infettive e deve contenere un numero minimo elevato di cellule staminali. Solo a quel punto il sangue cordonale viene congelato e trasferito all’interno di contenitori di stoccaggio ad azoto liquido a una temperatura di –196°C. Un sistema di monitoraggio e allarme attivo h24 garantisce la vitalità a lungo termine delle cellule, pronte a essere rintracciate e spedite in qualsiasi momento in tutto il mondo.
Con quest’ultimo intervento, salgono a 26 le unità salvavita cedute dalla banca dalla sua istituzione, avvenuta nel 2008. La solidarietà pugliese ha superato i confini nazionali: delle 26 unità, 8 sono state inviate negli Stati Uniti, 7 sono rimaste in Italia, 6 sono andate in Francia e 1 rispettivamente in Israele, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito e Spagna.
«Sono 21.914 le mamme pugliesi che, nel corso degli anni, hanno scelto di donare il sangue del cordone ombelicale. Grazie a questo straordinario gesto, oggi 26 pazienti trapiantati hanno potuto beneficiare di una concreta opportunità di cura – spiega Michele Santodirocco, medico responsabile della Banca del Sangue Cordonale della Regione Puglia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza –. Il valore di queste donazioni va ben oltre i singoli casi. Il vero beneficio riguarda l’intera comunità: ciascuno di noi può contare su un patrimonio collettivo di solidarietà, rappresentato dalle cellule staminali custodite nelle banche pubbliche».
«Trovare una compatibilità genetica tra persone che non appartengono alla stessa famiglia è un evento rarissimo, con una probabilità di circa 1 su 100.000 – sottolinea Giuseppe Fania, medico responsabile dell’Unità di Medicina Trasfusionale e Laboratorio Analisi Cliniche dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza –. Questi risultati sono frutto del consistente lavoro, spesso invisibile, che contribuisce a garantire la buona riuscita di un trapianto. Insieme a tutta l’équipe continueremo a impegnarci per assicurare la massima qualità e sicurezza del sangue cordonale raccolto e donato, pronti a sostenere chiunque, in ogni parte del mondo, abbia bisogno di una speranza di guarigione».
La Banca Cordonale della Regione Puglia persegue anche l’obiettivo di incrementare il numero delle unità di gel piastrinico da sangue cordonale, o CBPG (Cord Blood Piastrinic Gel). Le unità di sangue cordonale non utilizzabili per trapianti possono essere destinate, previo consenso, alla produzione di gel piastrinico da utilizzare per uso topico nel trattamento delle ulcere diabetiche e nelle ferite difficili, come le ulcere dei pazienti con epidermolisi bollosa ereditaria, a grave rischio di degenerazione neoplastica.
Durante la formazione del gel, le piastrine liberano dagli alfa-granuli numerosi fattori di crescita contenuti al loro interno (VEGF, TGF, PDGF, HGF e FGF), che presentano importanti capacità riparative di ulcere e piaghe cutanee, favorendo e accelerando la riparazione e rigenerazione tessutale e svolgendo anche funzione analgesica, attenuando il dolore neurologico e neuropatico associato alle ferite.
La disponibilità del gel piastrinico è estesa all’intero territorio pugliese: la Banca Cordonale di San Giovanni Rotondo è in grado di inviare il preparato biologico a tutti i centri sanitari regionali che ne facciano richiesta.


