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Manfredonia. L’acqua, la pietra, la memoria: le fotografie donate dal signor Gatta

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Manfredonia. L’acqua, la pietra, la memoria: le fotografie donate dal signor Gatta

Qualche anno fa scrissi un articolo sull’arrivo dell’acqua a Manfredonia nel 1929, raccontando quegli scatti di quasi un secolo fa che mostravano la nostra città trasformata in un grande cantiere a cielo aperto.

Corso Manfredi, le strade, le chianche sollevate, gli sguardi curiosi dei cittadini: immagini che raccontavano un momento decisivo della storia cittadina. L’acqua che arrivava a Manfredonia non era solo un’opera pubblica, ma il segno di una comunità che guardava al futuro con speranza.

In questi giorni quella storia è tornata a bussare alla mia porta.

Ho avuto il piacere di conoscere il signor Nicola Gatta, che ringrazio sinceramente per la gentilezza, la disponibilità e il garbo con cui ha condiviso con me alcuni ricordi della sua famiglia. Sapendo della mia passione per la storia locale, ha voluto donarmi alcune fotografie storiche legate proprio all’arrivo dell’acqua a Manfredonia.

In quelle immagini c’è anche la memoria dell’ingegner Salvatore Gatta, suo zio, che lavorò alle opere legate all’arrivo dell’acquedotto nella nostra città.

Nato a Manfredonia il 25 ottobre 1894, l’ing. Gatta fu un uomo colto. Repubblicano, prestò servizio nel Genio del Regio Esercito Italiano con il grado di maggiore e, negli anni difficili della guerra e del dopoguerra, fu tra le figure che con gesti eroici contribuirono alla salvaguardia della città.

La sua vicenda personale si intrecciò anche con la storia della famiglia De Florio. Sposò infatti la contessa Rosa De Florio, appartenente a una delle famiglie più antiche e nobili di Manfredonia, già coniugata con Rodolfo Falcone, matrimonio poi annullato dalla Sacra Rota. Quelle seconde nozze, per l’epoca, furono accompagnate da giudizi severi, come spesso accadeva in un tempo in cui le convenzioni sociali pesavano fortemente sulla vita delle persone.

Tra le fotografie donate c’è anche uno scatto che, dopo qualche approfondimento, ho scoperto essere legato alla targa posta sulla facciata laterale della Cattedrale di Manfredonia, dedicata a Papa Benedetto XIII, Cardinale Arcivescovo di Manfredonia e Siponto dal 1713 al 1724.

La lapide, collocata sulla facciata ovest della Cattedrale, dirimpetto al campanile, fu apposta nel 1930, in occasione del secondo centenario della sua morte. Ben visibile ancora oggi, l’iscrizione recita:

“A Benedetto XIII

Card. Arcivescovo Sipontino

Autorità e popolo

nel secondo centenario della morte

1730 – 1930”.

Anche questo scatto racconta qualcosa di importante. Ci ricorda che la città parla attraverso i suoi segni: una targa, una pietra, una fontana, una strada aperta per accogliere l’acqua, una fotografia custodita per anni in famiglia.

La memoria serve a ricomporre storie. A restituire luce a volti, famiglie, documenti custoditi nei cassetti, fotografie salvate dal tempo, racconti tramandati con discrezione.

Ringrazio di cuore il signor Nicola Gatta per questo dono prezioso che ho voluto condividere. Sono immagini che raccontano l’arrivo dell’acqua a Manfredonia, ma anche la cura di chi ha contribuito a costruire la città che oggi abitiamo e di chi, ancora oggi, sceglie di non lasciare andare perduta la memoria.

Condividerle significa continuare a tenere viva la nostra storia.

Maria Teresa Valente

Assessora al Welfare e Cultura