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L’Oro della Daunia. Il libro dell’Ipeoa M. Lecce, quando la scuola diventa l’archivio narrativo dell’identità territoriale

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L’Oro della Daunia
Il libro dell’Ipeoa M. Lecce, quando la scuola diventa l’archivio narrativo dell’identità territoriale

Esistono volumi che superano la rigida classificazione della saggistica per trasformarsi in veri e propri manifesti antropologici.


È il caso di L’oro della Daunia (EdiSes ed. Napoli, pp. 304, fm 17×24, maggio 2026, € 13.00), un’opera curata a quattro mani da Luigi Talienti e Giovanni Ognissanti (Dirigente Scolastico dell’Ipeoa M. Lecce e l’altro docente di sostegno dello stesso istituto) che non si limita a mappare la straordinaria eredità gastronomica di un angolo d’Italia di abbagliante bellezza, ma ne ridefinisce i confini concettuali.


Il volume sarà in libreria nei prossimi giorni, ed è una sorta di viaggio alla scoperta di un territorio affascinante come la Capitanata ed in particolare il Gargano. La prefazione è stata curata dall’avv. Raffaele Di Mauro, commissario straordinario dell’ente Parco del Gargano.


Il prof. Talienti, è un Avvocato e Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche. Editorialista e scrittore, ha insegnato negli istituti penitenziari, presso i quali svolge attualmente l’attività di volontario. Collabora con associazioni del territorio per l’inserimento dei minori immigrati non accompagnati e di ex detenuti in attività sociali ed economiche delle cui vicende di riscatto sono state riportate in alcuni suoi saggi. Invece Giovanni Ognissanti è un pubblicista, appassionato di storia locale.


Sostanzialmente questo lavoro offre al lettore un cambio di paradigma fondamentale: la cucina non è semplice esercizio estetico o esecuzione tecnica, ma archeologia dell’anima, arte della sopravvivenza che eleva l’ingrediente “povero” a monumento dell’ingegno umano.


In questo contesto, emerge la figura del Dirigente Scolastico, il professor Luigi Talienti, il quale, lungi dal configurarsi come un burocrate della formazione, si dimostra invece un autentico manager della cultura e un visionario della pedagogia moderna.
La sua guida illuminata ha trasformato l’Ipeoa “M. Lecce” di San Giovanni Rotondo e Manfredonia in una fucina di cittadinanza attiva, dove l’azione formativa della Comunità Educante diventa uno strumento di riscatto sociale, inclusione e legalità. Sotto la sua regia, la scuola non subisce passivamente il territorio, ma lo plasma, traducendo le linee guida del Piano Triennale dell’Offerta Formativa in un’infrastruttura etica e intellettuale. Il Dirigente Scolastico si è fatto garante di una progettualità complessa che fonde la severità del diritto con l’empatia dell’educazione, dimostrando come la presidenza di un istituto alberghiero possa e debba essere il motore propulsivo di un’intera economia locale.


“Il cuore pulsante dell’opera – afferma il prof. Talienti – risiede nella convinzione che i territori non vadano semplicemente consumati, ma capiti, protetti e, soprattutto, narrati”. Talienti e Ognissanti, supportati da un corpo docente, amministrativo e tecnico d’eccellenza, ci ricordano che il patrimonio immateriale dell’enogastronomia – oggi giustamente tutelato dall’Unesco – necessita di un radicamento profondo nei beni materiali che costellano la Daunia.


“Narrare il territorio – ribadisce il prof. Talienti – significa esaltare la pietra, la terra, l’architettura rurale e costiera. Significa ripartire dal Tavoliere delle Puglie del Neolitico, il più grande laboratorio agronomico d’Europa, per comprenderne la sacralità cerealicola. Significa guardare al mare e celebrare l’ingegneria empirica dei Trabucchi e l’epopea marittima dell’imbarcazione del Trabbacolo, strutture lignee e scafi che sono monumenti materiali di una civiltà che ha dominato l’Adriatico”.
Il libro diventa così un epistolario aperto, un viaggio straordinario che congiunge idealmente i “Saperi” ai “Sapori”, dimostrando che ogni piatto, dal mosto al pancotto, è un frammento di storia che custodisce la genesi e il futuro di un intero popolo.


Il merito più grande di questa operazione editoriale è l’approccio multidisciplinare, coordinato dai due curatori. L’enogastronomia si intreccia con le scienze biologiche, la matematica, l’economia aziendale e l’educazione civica. Ma il vero miracolo didattico si compie nei laboratori, dove gli studenti cessano di essere spettatori passivi per diventare i primi, orgogliosi ambasciatori del Made in Italy.
Sono i ragazzi la linfa vitale di questa rinascita culturale, capaci di trasformare la tipicità di una ricetta in un racconto transnazionale.


L’oro della Daunia non è solo un testo didattico prezioso, ma uno strumento di divulgazione colto e necessario: “Un plauso sincero va a questa comunità scolastica che – conclude il DS prof. Talienti – con abnegazione e supplemento d’animo, ha saputo dimostrare come la grande cucina italiana nasca prima di tutto sui banchi di scuola, tra i profumi dei laboratori e l’amore sconfinato per la propria terra”.