Manfredonia

Esserci, contare, incidere. “Donna Vita Libertà”consegna le domande per la Consulta delle Donne

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A Manfredonia il movimento “Donna Vita Libertà” consegna le domande di iscrizione alla Consulta delle Donne.

Nelle Ecclesiasuze di Aristofane, rappresentata alle Lenee nel 392 a.C., le donne escluse dalla vita pubblica si travestono con barbe e abiti maschili e conquistano l’assemblea della polis. In questa chiave teatrale e provocatoria, si riflette, sebbene in modo diverso e non sovrapponibile, ogni gesto che rivendichi la partecipazione delle donne alla vita pubblica.

Martedì 26 maggio alle ore 18:00 davanti alla sede del Comune di Manfredonia non c’erano soltanto delle donne con dei moduli tra le mani. C’erano madri, professioniste, studentesse, donne impegnate nel sociale. Donne diverse per età e vissuto, spinte dalla medesima e ostinata visione: non restare ai margini, ma esser-ci.

Stringevano tra le mani quelle schede come si fa con le cose più care. Era un folto gruppo con un’idea chiara: contare, incidere, partecipare alla vita politica. Un gesto che rimandava, nel suo significato più profondo, all’origine stessa della politica come spazio condiviso della parola e dell’azione, alla polis come luogo in cui la comunità si riconosce attraverso la partecipazione dei suoi soggetti, i quali si battono per i propri diritti e doveri.

È da questo stesso senso che ha origine ed è nella medesima direzione che si colloca il gesto compiuto dal movimento Donna, Vita, Libertà, nato nell’ottobre 2022 in solidarietà con la rivolta delle donne in Iran seguita alla morte di Mahsa Amini, e oggi spazio collettivo di impegno sui diritti, sulla libertà e sulla partecipazione femminile.

“Abbiamo portato insieme le domande di iscrizione alla Consulta delle Donne.
Lo abbiamo fatto come collettivo, con un gesto semplice ma politico: esserci. Non per svolgere un adempimento burocratico essenziale alla partecipazione alla Consulta delle Donne, ma per iniziare ad abitare uno spazio di condivisione e di confronto.
Perché la partecipazione non nasce dal dovere. Nasce dal desiderio. Desiderio di contare, di incidere, di non restare ai margini delle decisioni che riguardano la città. Desiderio di portare dentro i luoghi istituzionali la vita reale: il lavoro, la cura, le competenze, le contraddizioni.
Non abbiamo portato solo moduli, ma una posizione chiara: le donne di Manfredonia costruiscono insieme uno spazio che sia cassa di risonanza, affinché lo sguardo delle donne possa rappresentare un valore aggiunto per la Comunità.”

Nella loro partecipazione non c’era solo il presente di una scelta, ma una storia più lunga che nessuna donna potrà mai dimenticare. Una storia fatta di resistenza, di diritti prima negati e poi conquistati, che ha reso possibile ciò che oggi appare scontato: l’accesso delle donne alla cittadinanza politica e al voto. Da quel 2 giugno 1946 molte cose sono cambiate, eppure molte restano ancora sorprendentemente immutate. Il 63% delle donne dichiara di svolgere più del dovuto nei lavori domestici, mentre il 32% degli uomini ammette di contribuire meno di quanto dovrebbe. Nel 2022, 44mila madri hanno lasciato il proprio impiego, rinunciando all’indipendenza economica e alla possibilità di costruire una carriera, per farsi carico della cura familiare. Ed è proprio in questo scarto tra diritti formalmente acquisiti e realtà quotidiana che la partecipazione di Donna Vita Libertà non si traduce in mero adempimento burocratico ma in pratica democratica, nella quale ciò che con fatica è stato conquistato viene strenuamente difeso e ciò che non è ancora stato ottenuto continua a essere rivendicato, con le parole e con i fatti.