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“L’Eterna Domanda”: la potenza dell’ascolto che ha spogliato l’anima del Palco in una stanza

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L’Eterna domanda”: la potenza dell’ascolto che ha spogliato l’anima del Palco in una stanza.

Giovedì 21 Maggio, Il Palco in una stanza ha accolto con grande partecipazione L’Eterna Domanda, il documentario sul senso della vita del giovane regista Domenico Rignanese, prodotto da Rhymers’ Club. La sala non ha fatto solo da cornice all’opera ma ha accolto ogni emozione e creato un’atmosfera di ascolto e condivisione autentici, rivelandosi parte integrante dell’esperienza. In uno spazio intimo e raccolto, il pubblico è stato protagonista di una serata di rara intensità emotiva.

L’evento è stato introdotto dalla direttrice Francesca Rinaldi. A dialogare con il regista Alessandro Leone, che ha guidato l’incontro con sensibilità ed eleganza, aprendo in seguito lo spazio agli interventi del pubblico. Durante la serata, il regista ha raccontato se stesso come forse non aveva ancora mai fatto. Nelle sue parole è emersa tutta la sua umanità e, con una naturalezza disarmante, è riuscito a conquistare il pubblico ben oltre il racconto cinematografico. In seguito al confronto con i presenti, è intervenuta Caterina Frattaruolo che ha presentato l’associazione Un Girasole per la Vita, nata in memoria di Mariarosa Lauriola, la cui storia trova spazio all’interno del docufilm. Con dignità e compostezza si è fatta portavoce di un dolore immenso, che ha saputo trasformare con coraggio e amore in consapevolezza e impegno concreto.

Al termine della serata il pubblico è apparso profondamente colpito dall’umanità del documentario. Alcuni spettatori erano visibilmente commossi, altri hanno dichiarato di essersi lasciati attraversare dall’opera senza difese, altri ancora di uscire dall’incontro come “spogliati” di sovrastrutture e certezze. In queste parole pronunciate con un filo di voce come a non voler desacralizzare quel momento, negli sguardi ancora immersi nelle immagini del racconto cinematografico, si è rivelata la straordinaria potenza dell’opera.

Foto di Michele Rinaldi