
Lettera aperta: Appello per Baia Zaiana (Peschici)
Appello del WWF Foggia al Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al Commissario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro, affinché si proceda con urgenza al ripristino della legalità e alla riqualificazione di Baia Zaiana, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente.
Gentilissimo Presidente Ing. Antonio De Caro,
Gentilissimo Commissario Avv. Raffaele Di Mauro,
Scriviamo per chiederVi un intervento urgente, deciso e definitivo a tutela di Baia Zaiana, situata a Peschici all’interno del Parco Nazionale del Gargano. Questa baia, riconosciuta come una delle più affascinanti e selvagge della costa adriatica pugliese, è da oltre un decennio vittima di un continuo e inaccettabile sventramento ambientale.
La storia delle aggressioni a Baia Zaiana ha radici lontane. Già tra il 2011 e il 2013 si assisteva ai primi lavori abusivi con lo spianamento delle dune, l’apertura illegale di una strada sul costone roccioso e, in seguito, la realizzazione di una scalinata in cemento armato, portali, catene e un parcheggio sul pianoro sovrastante, realizzati in assenza di permessi.
Nonostante le ripetute segnalazioni, nel dicembre 2018 i Carabinieri Forestali hanno dovuto sequestrare l’area a seguito della costruzione, con escavatori e martelli pneumatici, di una vera e propria strada lunga 135 metri che scende a mezza costa, completa di muri controterra, cordoli e scalini in calcestruzzo. Questo scempio è avvenuto in un’area coperta da vincoli paesaggistici, idrogeologici, sismici e ricadente nella Zona 2 del Parco Nazionale del Gargano e in una Zona Speciale di Conservazione Natura 2000.
Nonostante un’ordinanza di ingiunzione alla demolizione e ripristino emessa nel febbraio 2019, l’illegalità ha continuato a prosperare anno dopo anno, metro dopo metro. Nell’aprile 2025, solo il provvidenziale intervento dei Carabinieri di Vico del Gargano ha fatto fuggire degli operai che stavano per gettare un’ulteriore colata di cemento sulla montagna per asfaltare la discesa carrabile.
Il punto di non ritorno, per il quale chiediamo il Vostro intervento diretto, è duplice:
- I vincoli inderogabili: L’Amministrazione sembra ignorare o sottovalutare un elemento giuridico dichiarato di recente alle associazioni: i terreni interessati sono classificati come terreno di proprietà pubblica. Quindi per legge queste terre non possono essere sottoposte a mutamenti di destinazione senza autorizzazioni e risultano inalienabili, indivisibili e inusucapibili. Costruire o mantenere una strada, per quanto ecocompatibile, su un terreno pubblico rappresenta una palese violazione normativa anche perché privo di autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e tutti i pareri necessari forniti dalle autorità competenti.
- L’inaccettabile compromesso: Nonostante questa chiara evidenza giuridica, nell’aprile 2026, pochi giorni fa, il Sindaco di Peschici ha dichiarato alla stampa di voler mantenere l’infrastruttura abusiva. Sfruttando un parere (a suo dire favorevole) della Soprintendenza e l’alibi del passaggio dei mezzi di soccorso, l’Amministrazione Comunale vorrebbe limitarsi a “restringere la carreggiata” ed eliminare il cemento sostituendolo con materiali “ecosostenibili”.
Ci chiediamo che senso ha il Parco Nazionale del Gargano, il Piano Paesaggistico Regionale, le tutele Natura 2000, il Piano Coste e i vincoli sismici e idrogeologici se poi una strada abusiva può essere sanata senza le autorizzazioni e i pareri delle autorità competenti??
Le nostre richieste: un abuso edilizio non svanisce semplicemente “abbellendolo” con materiali ecocompatibili. Il concetto giuridico di ripristino dello stato dei luoghi impone la rimozione totale delle opere illegali e il ritorno alla condizione originaria. Permettere la trasformazione di una strada nata da un crimine ambientale in un accesso “legittimato” significa creare un gravissimo precedente in tutta la Regione.
Che senso hanno le autorizzazioni VIncA e paesaggistiche del PPTR in Puglia se poi una strada abusiva può essere sanata cosi facilmente?
Le nostre proposte:
- Ripristino reale e totale: Riqualificazione della baia nel rispetto delle sentenze, riportando i luoghi alla loro natura originaria.
- Recupero delle aree: Il Comune di Peschici deve rientrare pienamente in possesso dell’area, sottraendola a chi l’ha abusivamente occupata.
- Tolleranza zero per i trasgressori: Revoca immediata delle concessioni demaniali e balneari, nonché delle licenze commerciali, e l’estromissione dei soggetti che hanno violato la normativa causando danni ambientali.
- Pianificazione condivisa: Il coinvolgimento della società civile e delle associazioni locali tramite tavoli tecnici per definire un piano di tutela e valorizzazione sostenibile.
- Intervento dell’Ente Parco: Al Parco Nazionale del Gargano il compito di definire linee guida chiare per la fruizione dell’area, orientate alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità.
Il WWF non dice NO alla fruizione, come vuole far apparire il Sindaco di Peschici, tutt’altro come la nostra storia racconta siamo sempre per la fruizione della Natura, ma la legalità non si raggiunge scendendo a compromessi con l’abusivismo decennale, bensì facendo rispettare rigorosamente le regole. Il giudice Falcone diceva “Le leggi sono fatte per gli uomini e non gli uomini per le leggi. Ma quando vengono violate, a pagare è sempre la collettività”.
Certi della Vostra sensibilità verso la salvaguardia del patrimonio naturale del Nostro Gargano, confidiamo in un tempestivo intervento.
Con profonda stima,
Dott. Maurizio Marrese, Presidente WWF Foggia


