Scuola, Zangrillo: firmato il contratto 2025-2027. Aumento medio di 137 euro al mese

L’accordo sul nuovo contratto del comparto Istruzione e Ricerca è stato firmato. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, parlando di un obiettivo raggiunto dopo tre rinnovi contrattuali in tre anni.
L’intesa, siglata tra l’Aran e tutte le organizzazioni sindacali, riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori tra scuola, università ed enti di ricerca.
Contratto scuola 2025-2027: cosa prevede
Secondo quanto annunciato dal governo, il nuovo contratto prevede un aumento medio di circa 137 euro al mese. Se si considerano gli ultimi tre rinnovi firmati dal 2023 a oggi, l’incremento complessivo medio delle retribuzioni arriva a 395 euro mensili.
Il ministro Paolo Zangrillo ha sottolineato che si tratta di un risultato importante perché, per la prima volta, sono stati rinnovati tre contratti consecutivi senza ritardi.
Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha definito l’intesa un risultato storico per il mondo della scuola.
Gli aumenti previsti per docenti e personale ATA
Nel dettaglio, il contratto prevede:
- aumento medio di 143 euro al mese per gli insegnanti
- aumento medio di 107 euro per il personale ATA
- incrementi diversi in base a ruolo, anzianità di servizio e amministrazione di appartenenza
Per i docenti, gli aumenti del tabellare variano indicativamente tra 110 e 185 euro. Per il personale amministrativo e tecnico, invece, gli incrementi vanno da circa 95 a 161 euro a seconda del profilo professionale.
Università ed enti di ricerca: aumenti più alti
Il contratto non riguarda solo la scuola. Sono inclusi anche università, enti pubblici di ricerca e istituzioni dell’Alta formazione artistica e musicale (Afam).
In questi settori gli aumenti possono essere più consistenti. Negli enti di ricerca, ad esempio, l’incremento mensile può arrivare fino a oltre 460 euro lordi. Nelle università, invece, le elevate professionalità riceveranno aumenti medi di circa 158 euro al mese.
Arretrati e risorse stanziate
Il nuovo contratto prevede anche il pagamento degli arretrati. Nella scuola l’importo medio è di circa 800 euro, mentre negli enti di ricerca può superare i 1.200 euro.
Il governo ha inoltre stanziato le risorse per il triennio:
- 1,1 miliardi nel 2025
- 2,2 miliardi nel 2026
- 3,3 miliardi a partire dal 2027
I prossimi punti da discutere
Dopo la firma della parte economica, le trattative continueranno su altri temi importanti, tra cui:
- conciliazione tra vita e lavoro
- tutele per lavoratori fragili e caregiver
- possibili agevolazioni per mutui prima casa destinati agli insegnanti
- introduzione dei buoni pasto anche per i docenti
Secondo il governo, l’obiettivo è rinnovare tutti i contratti del pubblico impiego entro la fine del 2026.


