Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto: una antica lapide funeraria viene alla luce

Basilica di S.Maria Maggiore
Una antica lapide funeraria viene alla luce
Di Aldo Caroleo, 28 marzo 2026
Un nuovo ambiente e una lapide funeraria sono state scoperte al di sotto del pavimento della Cripta di S.Maria Maggiore.
Per chi come il sottoscritto che è stato per 20 anni di volontario nella Basilica, questa nuova scoperta non costituisce una novità.
Infatti, i diversi eventi storici che hanno caratterizzato il continuo evolversi e i cambiamenti successivi ad un periodo che va dalla fondazione romana al paleocristianesimo ,al periodo medievale fino ai nostri giorni, ci informano,se ce ne fosse ancora bisogno, che il complesso storico,architettonico e artistico dell’areadella Basilica di Siponto sono ancora da essere indagati e chiariti,e questa scoperta potrebbe essere una delle tante risposte.
La Cripta, cosi’ come la vediamo adesso, e come ci è stata trasmessa da alcune stampe del ‘700 dal Desprez, è costitutita da una serie di colonne in marmo
( turco ?) con capitelli di riuso di età diverse.
Al posto di 4 colonne , durante i lavori di rifacimento della cupola della chiesa superiore chiaramente di epoca barocca, fatti eseguire dal Cardinale Orsini nel 1675 sono stati messi 4 pilastri molto più grandi ,che attraversando il pavimento della chiesa superiore, ne sostengono la cupola sormontata da una lanterna di chiaro stile barocco. Che questi pilastri furono messi togliendo le 4 rispettive colonne di marmo con relativi capitelli è evidenziato dal fatto che quando furono sostituite le colonne e messi i pilastri, per dimostrare c’erano le colonne col proprio capitello,, su ogni pilastro, nella parte superiore, furono inseriti dei conci di pietra calacrea con un finto semi- capitello, tutt’ora visibili.
Tornando alla Cripta, le colonne piccole poggiano sul pavimento attuale che non può essere l’originale e reggono le arcatelle della stessa.
Ciò che non mi convinceva era sempre il fatto che i 4 pilastri non potevano reggersi su un pavimento non molto spesso come quello attuale ma su strutture appartenenti ad un periodo diverso in un ambiente diverso da quello attuale.
In effetti,osservado la foto, si evince che questa epigrafe poggia su un basamento
posto a terra in un ambiente sottostante di cui si individua una parete.
Per la traduzione dal latino dell’epigrafe funeraria, mi sono avvalso della competenza di don Leo Petrangelo, che ringrazio per la sua disponibilità,già parroco della Chiesa di Santa Maria Regina di Siponto e poi rettore della Basilica di Santa Maria Maggiore durante il suo operato.

(L’epigrafe incastonata nel blocco di pietra sotto il pavimento della Cripta)
L’EPIGRAFE E LA POSSIBILE TRADUZIONE
D.M.
AIIIAI (AMIAI ?)
DELPHICES
SEX AULIUS
LONGINUS
UXOR KARISSIM
FECIT
TR
A DIO MASSIMO
SESTO AULIO LONGINO
FECE
AD AIIAI (AMIAI)?
DELPHICES (A DELFI ?)
(DELFICA ?)
MOGLIE CARISSIMA
(Trad. Don Leo Petrangelo)
Aldo Caroleo Siponto, Marzo 2026


