Docenti e ATA: quando arriveranno gli arretrati?
Il 2026 si apre con l’avvio dell’erogazione di aumenti e arretrati per docenti e personale ATA dopo la firma del CCNL 2022-24.

Con l’ingresso nel nuovo anno scolastico lavorativo, per il personale scolastico italiano arriva finalmente il momento di vedere sui conti stipendiali gli effetti concreti del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il comparto Istruzione e Ricerca 2022-2024. Dopo la firma definitiva arrivata in estate inoltrata, la macchina dell’erogazione delle somme sta entrando in fase operativa: aumenti strutturali, arretrati da liquidare e modifiche tecniche al calendario di NoiPA stanno tutti convergendo su una finestra temporale decisiva tra gennaio e febbraio 2026 per la piena applicazione del nuovo quadro retributivo.
Docenti e ATA, stipendio basso: c’è ancora molto da aspettare?
Un punto di svolta nelle ultime ore è la rimodulazione del calendario delle lavorazioni di gennaio 2026 da parte di NoiPA. In un contesto in cui docenti e personale ATA continuano a essere considerati – non senza fondamento – tra le categorie più sottopagate del pubblico impiego, soprattutto se il confronto viene fatto con gli stipendi dei dirigenti scolastici o con le retribuzioni dei colleghi europei, ogni aggiornamento salariale assume un peso che va oltre il dato tecnico. Il luogo comune di una scuola “povera” nasce proprio da queste differenze strutturali e da anni di ritardi contrattuali. Tuttavia, qualcosa sembra muoversi. Per applicare correttamente il nuovo CCNL e procedere all’erogazione centralizzata degli arretrati, sono previste giornate di chiusura dei sistemi (come il 12 e il 13 gennaio) e lavorazioni straordinarie che dovrebbero consentire di rendere visibili le somme ai dipendenti già entro la prima metà del mese. Attraverso emissioni speciali e ordinarie, l’aggiornamento dei cedolini si concentrerà in questa finestra, evitando ulteriori slittamenti nell’avvio degli accrediti e segnando, almeno sul piano retributivo, un primo segnale di inversione di tendenza. Per chi guarda i numeri, la combinazione tra incrementi in busta paga e arretrati disegna un quadro che varia a seconda della qualifica e dell’anzianità di servizio. Il rinnovo contrattuale ha previsto aumenti medi mensili significativi che possono arrivare a superare 150-185 euro lordi per i docenti e oltre 110 euro lordi per il personale ATA, con punte più alte per profili particolari come i DSGA. Gli arretrati maturati per il periodo gennaio 2024-dicembre 2025, da liquidare in un’unica soluzione, sono stimati mediamente tra circa 1.400 e quasi 2.000 euro lordi, seppure con oscillazioni in base all’anzianità e alla specifica posizione giuridica. Sul fronte tecnico si segnala come gli accrediti di gennaio 2026, già visualizzabili nell’area riservata di NoiPA, mostrino al momento lo stipendio base aggiornato senza arretrati, lasciando aperta la possibilità concreta di un’emissione straordinaria dedicata proprio alla liquidazione dei conguagli arretrati nelle settimane successive. Oltre al lato strettamente economico, il nuovo anno porta con sé altre novità di welfare e tutele accessorie che stanno emergendo nel dibattito contrattuale e sindacale. In particolare, è stata approvata la modifica della soglia di esenzione fiscale e previdenziale dei buoni pasto da 8 a 10 euro, anche se docenti e ATA restano tra i pochi dipendenti pubblici che ancora non beneficiano di questo strumento comune in altri settori della Pa. Il quadro contrattuale si proietta già oltre l’erogazione degli arretrati: le parti sociali e il Ministero dell’Istruzione hanno espresso l’intenzione di avviare nel corso del 2026 le trattative per il prossimo contratto 2025-2027, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tempi di vacanza contrattuale e consolidare ulteriori aumenti retributivi e benefit per il personale scolastico. Per i lavoratori della scuola, quindi, il 2026 inizia come un anno di recupero e di avanzamento economico, con aumenti strutturali, pagamenti retroattivi attesi a breve e segnali di ampliamento dei livelli di tutela e vantaggi accessori. Tenendo d’occhio le date chiave di emissione e il calendario dedicato di NoiPA, sarà possibile verificare progressivamente su cedolino gli impatti reali di questo lungo processo di adeguamento contrattuale intrapreso negli ultimi anni.



